Il Giro tra i Berici e Vicenza

96mo Giro d'Italia - Tappa 17Il Giro ha fatto tappa a Vicenza, con lo spettacolare finale tra i Colli Berici, tra Barbarano, lo strappo di Nanto e la discesa molto tecnica verso il Lapio. In particolare la salita degli ulivi è stata uno spettacolo di pubblico e non ha avuto nulla da invidiare alle cime più blasonate (che tra l’altro probabilmente non vedremo in questo finale della corsa rosa).

PIC369565368Il pubblico ha accompagnato i corridori per quasi tutta la tappa, a ulteriore conferma dell’amore e dell’attaccamento verso questo sport, nonostante sia sempre martoriato dai media e dall’opinione pubblica. Lungo la strada non ci sono fazioni o idioti che tifano contro, che fischiano o tirano oggetti. C’è solo un lungo serpentone che ineggia alla fatica e che incita a più non posso dal primo all’ultimo, indipendentemente dai colori indossati.

96mo Giro d'Italia - Tappa 17

Ho avuto anche la conferma di abitare a ridosso di bellissime zone e guardando in corridori salire sui Berici, non nascondo di aver provato una certa emozione nel vederli pedalare sulle mie strade.

 

Un Giro da prendere a pallate

stelviolive_043Questa è la foto scattata sullo Stelvio ieri. E le previsioni dicono meteo in peggioramento. E’ notizia di oggi che il Sestriere verrà tagliato e che sul Galibier non si potrà salire. Quindi corsa falsata, non per il meteo, ma per l’organizzazione del Giro che si ostina a perseguire i suoi interessi economici a scapito della salute e della sicurezza dei ciclisti.

Non si può spiegare altrimenti la collocazione di così tante salite over 2500mt, tra l’altro non come arrivo di tappa (come l’anno scorso sullo Stelvio) ma nel mezzo del percorso, così quando taglieranno Gavia e Stelvio dalla tappa, non rimarrà che la pista ciclabile della Pusteria come alternativa.

L’organizzazione si difende affermando che un meteo così non è prevedibile (ma dove vivono questi qui??) e che può nevicare anche ad agosto. A maggior ragione pensa delle tappe con più raziocinio, evitando di dover andare per forza sempre sullo Stelvio o sul Gavia. In Italia manca tutto ormai, ma non le montagne, anche molto dure, pur rimanendo a quote basse.

Però fa molto più cassa andare a riscuotere tra i nomi altisonanti, con il rischio (ogni anno che passa, sempre più certezza) di dover tagliare irrimediabilmente i percorsi, falsando appunto il senso della corsa.

Ne avevo parlato subito (il 30 settembre) e ora i fatti mi danno ragione. Ma non sono un fenomeno o un indovino. Sono solo uno che va in bici, a cui piace la montagna, ma che non gradisce questo sport masochistico e al massacro che si gioca ormai sulla pelle dei corridori.

Bene hanno fatto Hesjedal e Wiggins (come molti altri meno famosi) ad andarsene a casa, piuttosto che rimanere a flagellarsi per la bella faccia degli organizzatori del Giro. Nibali non se ne può andare, ma in cuor suo se potesse lo farebbe. Quando non verrà più nessuno alla corsa rosa, forse RCS Sport capirà che per organizzare una corsa di ciclismo, bisogna saperne di ciclismo, e non solo di conti correnti e bonifici.

Ciliegina sulla torta durante la trasmissione di oggi De Stefano e Martinello descrivevano il disagio che si verifica nel dover spostare una tappa e che in fondo i corridori devono un pò venire incontro all’organizzazione: suggerirei di prenderli a pallate di neve.

L’opinione comune sul ciclismo

8747283562_71bf7cc8fb_oE’ opinione comune che tutti i ciclisti siano dopati. Lo si deve alle frequenti positività riscontrate sui corridori, frutto di un serrato controllo e richiesta di reperibilità continua da parte dell’UCI (cosa impensabile per le fighette che giocano a calcio o a tennis).

Ovviamente se non tu non cerchi nulla, non troverai mai nulla, vedi appunto tennis o calcio o F1, e sui motivi per cui il ciclismo è così seviziato dai controlli antidoping, mi sono già espresso più volte in passato.

Di sicuro quello che stanno passando i corridori del Giro in questi giorni, non è augurabile a nessuno, con freddo e pioggia quasi tutti i giorni.

Solo chi sale in bici e pedala può capire cosa si prova ad arrivare inzuppati e intirizziti, senza avere più la sensibilità delle mani o dei piedi.

Nonostante tutto si pensa comunque che il doping possa far affrontare tutte le situazioni, compreso freddo estremo e pioggia, ed è un pensiero espresso soprattutto da chi lo sport non lo pratica mai (neanche per andare a comprare il giornale) o lo guarda a malapena in televisione.

Purtroppo con questa opinione comune non si può discutere. Bisogna solo lasciare scorrere la marea di cazzate che alla parola “ciclismo” vengono sollevate, augurando ai detrattori di turno una mezzoretta sotto un diluvio bello intenso.

Diadora Vortex Racer

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Dopo una lunga ricerca finalmente ho acquistato le nuove scarpe. Diadora sono state le prime che ho usato tanti anni fa (in realtà erano le scarpe che mi prestava mio papà nei miei primi giri in bici), poi ero passato a Sidi, con il loro noto problema della calzata stretta, per cui dopo un pò che ero in sella, avvertivo un fastidioso senso di formicolio.

Così sono stato a vedere e provare le Gaerne, S-Works, ancora Sidi e infine DMT. Ma tutte avevano qualcosa che non mi convinceva (a partire dal prezzo). Così la mia scelta è caduta sulle Vortex Racer, non senza aver faticato per trovarne un paio di bianche. La calzata è veramente comoda, soprattutto per chi come me ha la pianta del piede larga.

Ora non resta che sperare nel bel tempo per inaugurarle, assieme alla nuova divisa estiva Craft, con il ritorno al classico pantaloncino nero.

Un comune ladro

sb10065432q-001E’ di questi giorni la notizia che i vigili del comune di Padova multano le biciclette fuori posto (leggi qui). Peccato che in centro storico ci siano solo 2700 spazi attrezzati per le bici mentre nelle giornate di punta servono fino a 5 mila “mini-parcheggi”. Per chi “sgarra” sanzione da 50 euro e possibile rimozione.

La notizia si commenta da sè. In tempi di grandi discorsi, di mobilità verde, di incentivazione del trasporto a due ruote, si sceglie di penalizzare chi non inquina, chi non occupa spazio e chi ci rende l’aria e la vita più respirabile.

Hanno devastato le strade di Padova con il tram, che non ha per niente risolto il problema della viabilità, ma non ci voleva un genio per capirlo (probabilmente facevano comodo a qualche poltrona i finanziamenti della CE), hanno creato la zona ZTL (altro salvadanaio per raccogliere emolumenti dai cittadini), hanno ridotto e tagliato le corse dei bus.

Si sono chiesti come cazzo dovrebbe fare un cittadino per spostarsi verso il centro? Probabilmente pensano che andiamo tutti a fare la spesa in qualche centro commerciale fuori Padova, o magari tutti ammassati all’Ikea a mangiare polpette di cavallo.

Invito tutte le persone con un briciolo di intelligenza e un minimo di buon senso, a continuare la battaglia per un’aria più respirabile e una città più vivibile. Continuate a muovervi in bici e se non trovate da parcheggiarla in centro e un solerte testa fina di vigile vuole farvi la multa, fate buon viso a cattivo gioco.

Però toglietevi la soddisfazione di chiedergli: “Il Comune ti passa una percentuale per ogni multa che fai?”

Valpomaro-Monte Venda 108km 1288mt

madonnaFinalmente una splendida giornata di maggio, con sole, temperatura fresca e tanta voglia di pedalare. Dopo 3 giri sui Berici, ho deciso di rimanere più vicino, salendo sugli Euganei. E’ più difficile fare la distanza, però di salita ce nè in abbondanza.

Così ogni salitella che trovavo mi ci sono buttato dentro, con il risultato di un continuo saliscendi. Ho tenuto la gamba leggera, perchè sapevo che il piatto forte sarebbe arrivato più tardi. Infatti la salita che da Arquà Petrarca sale a Valpomaro e poi al passo Roverello è stata decisamente tosta, con lunghi tratti tra il 15 e 16%, con punte anche oltre il 18%.

Sceso nuovamente a valle, sono risalito verso Castelnuovo e poi il Monte Venda, sempre una bella salita, non eccessivamente dura, regolare e quasi priva di traffico.

Durante il ritorno ho trovato un fastidioso vento contro che mi ha prosciugato le ultime energie, ma alla fine sono riuscito a fare 108km per quasi 1300mt di dislivello. Avanti così!

Arquà-Valpomaro-Roverello-Lozzo-Monte Venda