Giro in cresta del Baldo: 117km 5h35′

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Oggi finalmente un pallido sole ha fatto capolino sul Garda. Ho preso l’occasione al volo per realizzare uno dei due “giri” che avevo in mente da tempo. Classica partenza da San Zeno in montagna e discesa veloce verso Torri del Benaco (circa 8 km) passando per Albisano. All’arrivo sulla Gardesana mi aspettava un forte vento contrario, come solitamente soffia da questo lato del lago. Ho preso a pedalare molto leggero, e la mia fortuna è stata incontrare tre deutsch-bikers che stavano facendo un giro di “scarico” in direzione Riva. Queste tre “bestie” (nel senso ciclistico del termine) si sono fatti la GF Sportful domenica scorsa, in attesa di sciropparsi la GF Marco Pantani domenica prossima (con Gavia Mortirolo e S.Cristina). Inutile dire che li ho lasciati tirare fino a Torbole, dove ho salutato la compagnia, e mi sono diretto verso Nago. A questo punto del giro il contakm segnava 42 km.

Subito una rampa lunga e dritta (molto simile al dritto di Malga Ciapela) mi ha scaldato la gamba. L’ascesa è durata 1 km e 800 mt circa, poi nei pressi di Nago ho preso la pista ciclabile per Mori (la consiglio anche perchè la statale è veramente stretta e piena di traffico pesante). All’arrivo a Mori il contakm segnava 52 e già circa 2 ore di sella. Inizia l’ascesa verso il Monte Baldo.

Si va verso l’altipiano di Brentonico. Quasi 7 km di pendenza non impossibile tra il 7 e l’8%, però con pochi tornanti e lunghi rettilinei che se presi di petto rischiavano di farmi andare subito “fuori giri”. Sono salito regolare, bevendo molto, e mangiando subito altrettanto: non ho voluto rischiare di stare senza benzina in cima..

A Brentonico sono riuscito a fare miracolosamente rifornimento di acqua, ed è è stato un bene perchè subito dopo sono iniziati 3 km belli tosti al 16%. Ascesa dura e continua che ha cominciato un pò a calare nei pressi di S.Giacomo. Discesa veloce e breve e poi di nuovo su verso San Valentino. Il percorso è tutto immerso nel verde e veramente poco trafficato. Si sale in solitaria con l’unica compagnia del ritmo del proprio respiro, e il contakm che lentamente scorre sotto gli occhi.

A San Valentino si lascia a sinistra la deviazione verso Avio, e si prosegue decisamente verso l’alto. La strada qui si stringe moltissimo (assomiglia molto al Manghen versante Borgo) e ci sono alcuni passaggi molto suggestivi attraverso tunnel scavati nella roccia. C’è una splendida sorgente di acqua fresca subito dopo il villaggio San Valentino. L’aria si fa sempre più fresca, si comincia a sudare e bere meno e il paesaggio comincia a perdere gli ultimi abeti e pini. Si giunge al rifugio Graziani (ora in ristrutturazione, ma comunque aperto). La “vetta” è raggiunta. Circa 26 km in poco più di 2 ore.

Sono ridisceso subito (vista anche la temperatura non proprio gradevole) e con mia sorpresa ho continuato a scendere e salire per molti km, in un mangia e bevi d’altura veramente taglia-gambe. Particolarmente suggestivo il passaggio a Bocca di Navene con una splendida vista verso il lago. Passata Malga Dossioli (bivio per Avio della GF Avesani) ho iniziato l’ultimo tratto di salita accompagnato da nuvole non troppo amichevoli, ma da mucche molto socievoli e “bruscanti” erba.

Passato definitivamente in Veneto è iniziata la picchiata verso Caprino. Il primo tratto era veramente pendente (19%), seguito da un lungo e largo rettilineo ben asfaltato (la specialissima ha toccato quasi gli 80..). La discesa dopo Spiazzi cala molto la pendenza e in più con un bel vento caldo contro, mi ha fatto pedalare oltremodo per spingere.

A Caprino ho iniziato l’ultimo tratto. Era veramente caldo. Le energie erano al lumicino ma la grinta e la determinazione erano ancora belle toniche. Da Castion in poi gli ultimi massacranti 4.5 km di salita, non troppo selettivi ma a questo punto del giro come si suol dire, anche un cavalcavia fa selezione. Sono salito di conserva e all’arrivo a San Zeno il contakm recitava: 117 km per 5h35′.

Vediamo ora come Giove Pluvio imbastisce il meteo dei prossimi giorni, però il mirino è puntato verso il Passo del Rombo-Timmelsjoch: 29 km che non hanno bisogno di presentazioni.

PS: per motivi tecnici, dovuti a un collegamento di rete un pò zoppicante, non ho potuto caricare le foto del giro di oggi. Lo farò al mio ritorno a casa.

baldo mori

Partenza: Mori 290 mt

Dislivello: 1489 mt

Lunghezza: 28.5 km

Pendenza media: 5.2%

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4 pensieri su “Giro in cresta del Baldo: 117km 5h35′

  1. Bel giro. Complimenti. Però te podevi battagliare un fià co i tedescotti reduci daea ex Campagnolo…. A te fè anca bea figura co ea divisa nova…..

    Roberto

  2. Go capio, CERA de 4 generasion….
    Su in Germania no i sè fa mancare gnente…..
    A parte i schersi, i tedescotti in fatto de bici i sè un peo gresi, però che nè che mena come i forsennati…..
    L’anno scorso su pa Asiago go pescà tre olandesi che i me gà rivoltà come un calsetto. Vero che no iero in gran forma, però l’orgoglio ghe ne gà risontio ostesso…..

    • l’orgoglio in bici serve, a volte ti salva la baracca.. però se non c’è fondo prima o dopo (anzi meglio prima).. ti tocca pagare..
      PS: magari erano amici di Rasmussen: lui è di lazise. Ma non l’hanno visto quest’anno. Era in messico.. dice lui

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