
Oggi inizia il Tour de France. Gli elementi di interesse sono sempre molto elevati quando si parla della Grand Boucle, mai come quest’anno. C’è il ritorno dell”americano” dopo quattro anni dal suo ultimo successo, la contesa interna con il favoritissimo Contador (vincitore del Tour ’07, nonchè del Giro e della Vuelta ’08), le nuove proposte Andy Schleck, i sempre-verdi Sastre (mio favorito personale) e Evans. Non entro neanche nel merito della riammissione in extremis di “farina bianca” Tom Boonen: tra l’altro notizie dell’ultima ora lo danno comunque non partente per una gastralgia. Si sarà reso conto da solo della incoerenza del suo reclamo al Cas, anche se l’etica in questo sport, e in generale oggi, è un termine ormai obsoleto.
Domani invece io riprendo la seconda parte della mia stagione ciclistica. La prima parte si è conclusa con la vacanza gardesana con il fiore all’occhiello del giro del Baldo, e con le cime Pizzoc e Cesen. E’ mancato l’acuto di grande nome (Timmelsjoch su tutti..) ma le condizioni meteo purtroppo non sono state favorevoli per raggiungere certe altitudini. Sono comunque molto soddisfatto del lavoro svolto finora. Sono circa a metà chilometraggio rispetto ai miei massimi finali stagionali, e una certa abitudine alla salita l’ho fatta.
La seconda parte in teoria dovrebbe consentire chilometraggi medi un pò più elevati (sopra i 100) sempre tenendo un’occhio alla salita. Con qualche richiamo (probabilmente Monte Grappa o altipiano di Asiago) mi piacerebbe tornare a fare il mio cavallo di battaglia (passo Manghen) e compatibilmente con il meteo, un paio di giri dolomitici: l’anello Giau-Falzarego con partenza e arrivo a Alleghe, e l’anello Duran-Staulanza con partenza e arrivo a Agordo.
Domani Tour dei Berici. Ritrovo ore 7.30 “ae scarpe” con un quintetto di ciclisti di spessore (tra cui gente che ha fatto la Sportful e l’Eroica). Spero di non soffrire troppo. I ciclisti allenati si sa, sono come i pescatori: ti raccontano una marea di balle (“te speto..ndemo via insieme..”), ma quando è ora di “menare” non si tirano mai indietro. Vi farò sapere..