
Grado di difficoltà: 5-
Indicazioni generali:
punto di partenza: Caprile (bv per passo Falzarego, su ss. n.203), 998 mt
lunghezza: 14.1 km
dislivello: 1059 mt
pendenza media: 7.5%
pendenza max: 18%
Il percorso
Si tratta di uno dei percorsi più duri in assoluto delle Dolomiti, che si svolge in un ambiente severo ma molto accattivante, e perciò assai frequentato.
Comincia in maniera dolce, attraversando pittoreschi paesi quali Savinèr, Rocca Pietore e specialmente Sottoguda, che si incontra poco oltre il quinto km, all’imbocco dei famosi “Serrai” (nel paese,copertura stradale a pavè non sempre agevole). I serrai sono una stretta e pittoresca forra percorsa dal rapido torrente Pettorina, che scende dalla Valle Ombretta, sotto la Marmolada: si alzano ai lati imponenti pareti rocciose alte fino a 60 mt, il ciclista avrà modo di gustarsi tutta la bellezza e la singolarità del luogo, percorribile a senso unico solo nella direzione della salita.
All’uscita dai Serrai, severa e impegnativa, si sbocca nell’ampia conca di Malga Ciapela: qui comincia il tratto più duro, qui c’è veramente da soffrire, basta dire che la pendenza media fino al passo supera l’11%, con punte al 18%; particolarmente mozzafiato è il lunghissimo rettilineo che finisce prima degli ultimi tornanti, anche quelli del resto per niente facili (una pendenza del 15% almeno). Da essi il panorama si allarga, diventa imponente, specie quello alle spalle, sul gruppo del Civetta. Per tutta la salita (tranne per i Serrai) la strada è larga e il fondo in buone condizioni. La seconda parte è completamente al sole, il traffico è intenso nei periodi turistici.
Dal valico del Fedaia si può, con piacevole ed agevole discesa, scendere in Val di Fassa fino a Canazei indi, attraverso il Pordoi, planare nel Livinalongo e poi, imboccata a destra la strada della Digonera, tornare rapidamente a Caprile, punto di partenza. Il giro superata la difficoltà del Fedaia, non presenta grandi problemi ed è paesaggisticamente molto bello. Misura poco più di 70 km.