Il mio amico-collega-biker Roberto, detto “ea bestia” ha avuto l’occasione di provare la Wilier 101, dotata di cambio Shimano elettronico. Allego qui la sua prova e descrizione relativa, che ritengo molto interessante.
“Ieri pomeriggio, grazie alla disponibilità del mio meccanico di fiducia, ho avuto l’opportunità di provare la nuova Wilier CentoUno. E fin qui nulla di eclatante. Di significativo invece c’era il gruppo, Shimano – DuraAce – Di2, in sostanza la nuova versione elettronica del colosso giapponese, e la dotazione della specialissima che presentava la versione dei cerchi modello Fulcrum Racing Zero, dotata però della opzione 2 Way Fit, che per l’occasione si avvaleva della soluzione con i tubeless.
Causa il periodo invernale ho potuto testare la specialissima solamente per una 40 di km di sola pianura, però le prime indicazioni direi sono comunque significative.
Ma andiamo per gradi. Il gruppo innanzitutto. Confesso, le mie aspettative erano elevate, dovute essenzialmente al concetto: “il gioco vale la candela…”.
Direi che il mio giudizio è essenzialmente positivo. Merita una nota la dolcezza con cui il sistema gestisce sia le cambiate in salita che in discesa e la conseguente precisione delle stesse, in considerazione del fatto che il mio confronto è con la versione Shimano DuraAce, modello 7800, versione che utilizzo sulla mia specialissima.
Significativa è anche la velocità di cambiata sia per il cambio posteriore che per lo spostamento del deragliatore; l’unico particolare è quello “strano” rumore elettrico che percepisci nel momento in cui fai salire la catena del 34 al 50.
Diversa è il giudizio sulla gestione delle leve; le levette che gestiscono le cambiate sono raccolte in un sistema veramente contenuto per dimensioni. Ergo, se lo utilizzi con i guanti estivi nessun problema, manualità perfetta; però se lo utilizzi con i guanti invernali qualche difficoltà la rilevi.
Con il guanto invernale non hai più quella sensibilità che ti permette di distinguere in automatico le due leve, e la possibilità di utilizzare quella sbagliata è veramente elevata.
Considerazione sul gruppo elettronico della Shimano a parte, il giudizio sul modello CentoUno è positivo, se si considera la rigidità complessiva dimostrata dal telaio della ditta di Rossano Veneto. Positiva è la sensazione di stabilità che arriva dalla sezione sterzo, dove anche se cominci a spingere sui pedali in maniera decisa hai l’impressione che la parte anteriore assecondi perfettamente la spinta impressa sui pedali. Apprezzabile è la rigidità dimostrata, ma che non va però a scapito del confort di guida, visto che le sensazioni ricavate fanno pensare che le lunghe distanze non siano un problema per chi si avvarrà della CentoUno per completare anche lunghi chilometraggi.
Un discorso a parte a questo punto andrebbe fatto per l’accoppiata cerchio – coperture.
Si diceva dell’utilizzo dei tubeless; salendo sulla CentoUno la prima impressione che si ricava è dettata dall’estrema scorrevolezza delle ruote, merito chiaramente della soluzione con i tubeless, ma il dettaglio lo apprezzi ulteriormente quando la velocità di crociera diventa importante, e quando il manto stradale diventa sconnesso. Hai la percezione di un confort e di una scorrevolezza maggiore rispetto ad una soluzione classica dotata di copertura con copertoncino.Va segnalato però come i Fulcrum Racing Zero pur guadagnando notevolmente in termini di scorrevolezza ed in confort, hanno mantenuto soddisfacente l’impressione di rigidità del cerchio, dote che è sempre stata uno dei suoi principali cavalli di battaglia.
Ammetto. Alla fine del mio test è con un po’ di riluttanza che ho riportato al legittimo proprietario, Wilier – Super Bike di Franco Bonetti – Limena/Padova la specialissima oggetto del mio test.
La CentoUno chiaramente andrebbe provata in un percorso più probante, che preveda la percorrenza di un tragitto nervoso al fine di verificare la sua resa su terreni diversi; questo consentirebbe di mettere alla prova anche il nuovo cambio elettronica della Shimano e di completare un’ultima valutazione: ma il gioco vale veramente la candela? Alla luce del prezzo di listino del modello provato, cifra non esattamente delle più economiche. Ma lo sappiamo. Le occasioni, le novità rendono il ciclista voglioso. Voglioso di provare. D’altronde. Il ciclismo altro non è che uno sport. Ludico”
Roberto