Rebellin rompe il silenzio..

Davide Rebellin, argento olimpico nella prova di ciclismo su strada ai Giochi di Pechino 2008, è il primo atleta italiano positivo in 112 anni di storia a cinque cerchi. Nel suo sangue sono state trovate tracce di Cera, la super-Epo che nel 2008 gettò un’ombra pesante sul Tour de France: positivi Riccò, Piepoli, Kohl e Schumacher.

Dopo 8 mesi di silenzio, il vicentino parla per la prima volta. E lo fa con La Gazzetta dello Sport. Racconta dei tanti misteri che ancora avvolgono la sua vicenda. “Ho scoperto da poco tempo che il controllo al quale sono risultato positivo è quello del 5 agosto, e non del 9, giorno della gara, come pensavo. Nei verbali del Cio consegnati durante l’istruttoria mi si attribuiscono campioni prelevati “in data imprecisata”. Poi nella sentenza del 17 novembre compare la data del 5 agosto”. E poi il numero dei campioni, 7, quando i test sono stati 3 e quindi la cifra dovrebbe essere pari, cioè 6. Le difficoltà dei cinesi a svolgere quel controllo, durato sino a mezzanotte. I documenti, chiesti dal suo collegio di difesa (Cecconi, Pavone e Martelli) al Cio, e mai avuti, relativi alla catena di custodia dei campioni; al buco di tre mesi nella conservazione, da agosto a ottobre; l’impossibilità di poter identificare, visto che non ci sono anche in questo caso i documenti, chi abbia aperto e chiuso le provette di Rebellin. Che, per quanto riguarda quel campione di sangue del 5 agosto, è stato aperto e chiuso tre volte: in Cina ad agosto, dopo il primo controllo che risultò negativo; il 17 febbraio a Losanna e il 18 a Parigi. Soprattutto, le incongruenze legate al metodo di ricerca del Cera sul sangue, che al tempo dei test di Rebellin non era stato ancora validato dalla Wada (l’agenzia mondiale antidoping), così come è posteriore pure l’autorizzazione concessa al laboratorio di Parigi che quel test usò. Le due date sono rispettivamente 31 maggio e 30 giugno; le analisi di Rebellin risalgono al 18 febbraio e al 28 maggio (controanalisi sul campione B).

Adesso la battaglia si sposta al Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Il Cio ha tolto a Rebellin il secondo posto, il corridore ha restituito al Coni la medaglia d’argento e i 75 mila euro di premio. Entro un paio di mesi si saprà: se la difesa del vicentino è soltanto un gesto di disperazione per coprire il disonore o se invece metterà davanti alle proprie responsabilità il Comitato olimpico internazionale.

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