Grado di difficoltà: 5°
Indicazioni generali:
punto di partenza: Borgo Valsugana, 392 mt, imbocco via Pieri
lunghezza: 23.20 km
dislivello: 1651 mt
pendenza media: 7.1%
pendenza max: 15%
numero tornanti: 10
Il percorso
Il passo Manghen rappresenta una delle salite mitiche nel panorama delle Dolomiti trentine. Si tratta infatti di un’ascesa tanto impegnativa quanto poetica, che regala il profumo della conquista a che raggiunge la vetta. Il fascino della scalata è noto ai cicloamatori di tutta Europa, che per anni vi si sono cimentati in occasione della GF Campagnolo, di cui il Manghen è stato il simbolo.
Le difficoltà della salita sono palesate dalla lettura dei dati tecnici: si devono superare 23.200 mt, con un dislivello di 1651 mt, di cui la maggior parte negli ultimi 7 km, dove la pendenza media è pari al 9.5%. Traducendo i numeri in fatica, si tratta di una scalata che può richiedere anche più di due ore di sella.
La salita può essere suddivisa in 4 sezioni principali:
-la prima, dall’imbocco della salita fino al bivioa destra per il passo, di 3.7 km con pendenza pari al 5.5%, ideale per preparare la gamba allo sforzo;
-la seconda di 8 km alquanto irregolari che avvicinano il ciclista al cuore dell’ascesa, accompagnato dal gorgoglio del torrente Calamento;
-il terzo tratto, di 3 km, che consente di superare l’abitato di Calamento, nonchè il punto di massima pendenza (15%);
-l’ultimo tratto, di 8 km, costituisce la sezione celebre del Manghen, con pendenza sempre prossime al 10%, immerse in un ambiente dolomitico d’altri tempi.
Il punto di partenza può essere collocato alle porte del centro storico di Borgo Valsugana, a pochi metri dall’omonima strada statale.Nel primo tratto, di 3800 mt, si pedala su una strada ampia, ai bordi dell’abitato di Telve, per portarsi in breve all’imbocco della Val Calamento. Concluso il tratto d’avvio, non proibitivo, ci si immette nel bosco e si iniziano a dosare le energie. Di qui all’abitato di Calamento sia alternano pendenze arcigne, preludio della fatica che ci attenderà in seguito, e tratti pedalabili da non prendere sottogamba ma utili per centellinare le forze. La strada è sin qui piuttosto ampia, riparata dal bosco e costellata di fresche fontane a cui attingere per evitare i crampi nel tratto finale.
All’altezza del km 12, superati i 1000 mt di altitudine, ha inizio la vera ascesa. Lo strappo che precede l’abitato di Calamento presenta pendenze che sfiorano il 15%. Superato il paese, la strada si fa più stretta, costellata di ruscelli e malghe. Il bosco lascia spazio ai pascoli e si iniziano a intravedere i tornanti che ci condurranno in cima, alla quale mancano gli ultimi micidiali 7 km.
La strada si fa ora estremamente regolare, scandita da una successione di otto tornanti, che tuttavia non consentono di riprendere fiato. Anche l’ossigenazione comincia a rarefarsi. La gioia dell’impresa ormai prende il sopravvento e raggiunge l’apice alla vista dello scollinamento (non prima di un ultimo tratto al 15%). La foto di rito resterà nei libri e lo sforzo e la soddisfazione per l’impresa resteranno nel cuore di chi è arrivato in cima.
Personalmente l’ho affrontato 6 volte (1994, 2001, 2002, 2005, 2006, 2007), ma solo di due volte (2001 e 2005) ricordo di una scalata compiuta “lucido fino in cima”. Per un motivo o per l’altro, mi ha sempre fatto dannare, ma questa è proprio la sua bellezza. Quest’anno è proprio il caso di tornarci..

Questa durissima salita me l’hanno consigliata e devo dire che mi intriga.
Complimenti per il blog, molto interessante.
Grazie per i complimenti.
Il Manghen non ha il nome di altre salite mitiche (Pordoi ad es.) ma ti assicuro che per lunghezza e sviluppo della pendenza è sicuramente tra le prime 5 salite più belle e impegnative..
Fammi sapere se ci vai..
ho fatto il manghen ben due volte nella mia vita la prima avevo solo 15 anni e credo sia una delle salite più belle e affascinati che un ciclista pùo fare…in mezzo alla natura e in quel silenzio fantastico…
non posso che concordare. spero quest’anno di tornarci su..
Il Manghen è possibile affrontarlo anche di NOTTE .
Vi consiglio la manifestezione ” LA NOTTE DEL MANGHEN “.
Quest’anno la salita non competitiva organizzata dal
G.S. LAGORAI BIKE si svolgerà Sabato 24/07/2010.
Vi aspettiamo numerosi.
Guarda le altre due edizione nella galleria fotografica
http://picasaweb.google.com/trentinedo/LANOTTEDELMANGHEN2009#
Questo è il primo anno che mi cimento con il ciclismo e oggi ho avuto l’opportunità e il piacere di affrontare questa bellissima salita.Giornata stupenda!
Complimenti! E’ una bellissima salita, dura, vera. L’ho fatta cinque volte.. ma la porto sempre nel cuore..;)
ho fatto per la prima volta il Manghen lo scorso anno il 2 giugno ed è statto un disastro nel senso che sono salito a piedi per molti chilometri. Avevo preso la salita sottogamba perchè nel sito http://www.salit.ch non c’era molto colore rosso (salite over 10%)e così dopo Calamanento mi sono piantato. Riproverò quest’anno sempre il 2 giugno e saliro con timore e tremore il sacro monte, magari rinunciando al panino con speack a Levico…
Eh si.. con il Manghen non si scherza. E’ una salita con in controcazzi, che non ha il nome e la tradizione del Pordoi o del Sella, ma che è sicuramente superiore (a queste come a molte altre salite dolomitiche ben più famose).
Io l’ho sempre affrontata ben allenato e soprattutto dopo aver fatto in serie”altre” salite lunghe di avvicinamento(tipo Grappa ad esempio).
Dopo la Val trighetta è tutta un’apnea. Non è la pendenza massima il problema, ma la pendenza media. Buon Manghen!
I concur with your details, amazing post.
Thanx Karlene for your support. Let’s hope to climb together one day Manghen pass..;)