Ballan e la giustizia dopata..

Niente Parigi-Roubaix 2010 per Alessandro Ballan. L’ex campione del mondo, due volte terzo (2006 e 2008), è stato escluso dalla sua squadra in attesa che si chiariscano i contorni dell’inchiesta doping della Procura di Mantova che tocca la Lampre, formazione per cui fino allo scorso anno correva il veneto.

Ballan e Mauro Santambrogio sono tra i 35 indagati dal pm Antonino Condorelli. “Abbiamo appreso – si legge in un comunicato stampa della BMC, firmato dal presidente Jim Ochowitz – che i nostri due corridori sono oggetto di una indagine della magistratura italiana per fatti risalenti alle ultime due stagioni, quando vestivano la maglia della Lampre. Siamo venuti a conoscenza dell’indagine negli ultimi due giorni e speriamo di ottenere presto maggiori informazioni sul procedimento in corso: nel frattempo abbiamo deciso di sospendere i due corridori dall’attività agonistica in conformità con la politica della BMC e con il Codice Etico dell’Uci (Sezione IX, punto 2). Questo non deve essere visto come una predeterminazione di colpa dei due atleti: entrambi potranno ampiamente chiarire la propria posizione”.

E’ triste pensare come ormai ci sia una giustizia sportiva a più pesi e più misure. Basti pensare all’ormai famigerato caso di Alejandro Valverde, che aveva depositato il sangue nella centrale di Madrid del dott.Fuentes e per questo condannato dal Coni a due anni di stop,solo in territorio italiano. Ebbene questo ciclista, condannato con prove certe, continua a correre (e a vincere) in attesa di un estensione a livello internazionale della squalifica (che probabilmente non arriverà mai), mentre Ballan (solo indagato) è già stato sospeso dalla sua squadra.

Domanda 1: ma la Caisse d’Epargne non segue i codici (soprattutto quello etico) dell’UCI? Credo di no visto che ha fatto pure ricorso al Tas (perdendolo) contro la sentenza del Coni.

Domanda 2: ma non vi sembra che più che inseguire il doping tra i ciclisti (ormai solo quelli visto che negli altri sport “compare” molto di rado..) non ci si dovrebbe preoccupare del vero doping, cioè quello della giustizia sportiva, che applica le norme a seconda dell’appartenenza europea?

Domanda 3: come mai l’Italia che è sempre tra le ultime a ratificare leggi e perseguire la legalità, nell’ambito doping-ciclismo è in primissima linea? Forse perchè è meglio indagare e rompere i coglioni a uno sport del cazzo come il ciclismo (non molto ricco) piuttosto che disturbare la macchina da soldi del dio-calcio?

Concludo con una riflessione: dal caso Festina in poi (cioè da quando il doping è un reato penale in Francia).. i corridori francesi sono spariti dalla circolazione d’elite. Non male per il paese che organizza la corsa ciclistica più importante del mondo..

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Un pensiero su “Ballan e la giustizia dopata..

  1. Serve intanto rapidità nel decidere. Forse Ballan ha perso l’occasione di fare anche il Giro. Mi tocca scrivere (pensa tu che roba!); “speriamo sia colpevole di qualcosa, perchè almeno l’hanno fermato per qualcosa”. Renditi conto che ragionamenti!!
    Per il discorso del Dio-Calcio, ce ne sono altri di Dei in giro. Il ciclismo paga dazio perchè non fa incassare al CONI (che guadagna in percentuale su tutti gli sport Olimpici che fanno pagare un biglietto per assistervi).
    Dimmi tu che proprio il CONI si rompe l’anima per una Federazione Sportiva che non porta introiti come gli altri, derivanti dai biglietti venduti.

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