La mattina è iniziata leggera, tranquilla. Finalmente il cielo si è tinto di azzurro, anche se l’aria era ancora molto fresca (4 gradi stamattina). Colazione e poi prima passeggiata in giro per Sestriere. Ci sono già molti ciclisti che salgono da entrambi i versanti e i commissari stanno montando il traguardo del gran premio della montagna. Rientro in casa. Sbrigo alcune faccende, poi verso l’ora di pranzo esco in strada.
La gente si moltiplica a vista d’occhio. Il bel sole riscalda gli animi e le prime macchine della corsa gialla cominciano a transitare. Poi passa la carovana, un fiume di macchine e rumori assordanti, gadget per tutti e uno spettacolo nello spettacolo. L’adrenalina comincia a salire.
Le pale degli elicotteri in lontananza preannunciano l’arrivo dei ciclisti. La strada diventa una stretta lingua d’asfalto dove a malapena riescono a transitare le moto e le macchine. Tutti in centro, con la testa all’infuori a cercare di immortalare l’attimo giusto. Arrivano i fuggitivi
Passa Perez Moreno seguito poi da Sylvain Chavanel e gli altri del gruppo in fuga.
Un attimo. Passano veloci. Non c’è la possibilità di corrergli dietro (troppa gente). Arriva subito il gruppo, guidato dalla maglia gialla. Sembrano quasi in surplace. Facce, volti noti. Uno su tutti: Alberto Contador.
E poi via in discesa verso Pinerolo. Una bella giornata festosa, piena di mille colori e di tante nazionalità. Di sicuro rispetto al Giro, il Tour è molto più “globale”: ho visto norvegesi, americani, tedeschi, neozelandesi e australiani. La macchina organizzativa è decisamente più grande e articolata.
Però il popolo del Giro a mio parere è molto più “caldo”, con quella accoglienza tipicamente italiana, fatta di vino, torte, pacche sulle spalle e tante risate. Insomma la solita lotta tra Giro e Tour, con un solo vincitore: il ciclismo!





Io Tour è sempre il Tour…e a Sestriere ho de bei ricordi,1992 Chiappucci vince la tappa dopo una lunga fuga…che bei tempi.
Ciao