Ieri nel solito scenario di gran classe e superba organizzazione è stato presentato il Tour de France 2012. Non c’è nulla da eccepire: sul piano mediatico-comunicativo i francesi le cose le sanno per bene e l’Italia, con il suo Giro, è lontana anni luce da quegli standard. Altra cosa riguarda invece l’aspetto puramente tecnico-sportivo, visto che la corsa per la maglia gialla dell’anno prossimo tornerà a ricalcare la più solida tradizione francese.
Pochissime montagne e soprattutto piazzate male, molto lontano dal traguardo, che favoriranno le fughe di carneadi in cerca di gloria, ma che non faranno muovere di sicuro i big. Oltre 100 km di crono individuale, ricordo ormai sopito dei domini targati Indurain-Armstrong. Penso che il vincitore uscirà dal trio Evans-Contador-Wiggins, che accumuleranno un vantaggio abissale già con la crono di Besancon e potranno tranquillamente gestire il loro vantaggio nelle (poche) e morbide restanti salite.
Gli avversari faranno bene a restarsene a casa, a partire dalla coppia Shrek, letteralmente impiantata nelle prove contro il tempo e che si troverà ad affrontare un ritardo tra i 7 e 8 minuti ai piedi delle salite. Mi chiedo se abbia senso per loro venire a fare queste magre figure e a piazzarsi sempre dietro, piuttosto che provare a vincere finalmente qualcosa, magari proprio al Giro. Il loro nuovo DS Bruyneel, vecchia faina al soldo di Armstrong, ha affermato: “Sono i corridori a fare la corsa dura”. Si, certo: quando avranno affrontato le crono, si accorgerà di quanto sarà dura per i suoi nuovi pupilli ambire anche a solo un posto ai piedi del podio.
Capitolo italiani. Sembra che Basso punterà al Giro e Nibali invece correrà in Francia: scelta corretta, visti i percorsi e le attitudini tecniche dei due ciclisti. Il varesino continua a dirsi possibilista sul poter correre entrambe le gare, ma sinceramente se non ci è riuscito durante i suoi anni d’oro pre-Fuentes, non si capisce come possa farlo adesso all’alba dei 34 anni.
Di sicuro tutti i big visti ieri alla presentazione di Parigi saranno presenti al via di Liegi, al contrario di quelli visti domenica a Milano: tutta acqua al mulino della “corsa più importante del mondo”, a scapito della “corsa più dura”. Buon Tour a tutti!
Leggevo oggi un articolo della gazzetta che afferma che il Tour 2012 è più duro del Giro e che il Giro assomiglia un pò di più ai Tour degli anni scorsi.
E’ l’ennesima conferma di come il livello tecnico e professionale di questo giornale sia sceso a livello di gossip e chiacchere tra incompetenti.
Con l’aggravante che la Gazzetta il Giro lo organizza anche.
Direi che chi se ne intende un pò di ciclismo non si farà certo prendere in giro da quattro ciabattoni, calciofili ignoranti, che si vogliono far passare da giornalisti.
Gli addetti ai lavori (quelli veri, tipo i ciclisti e i direttori sportivi) devono tenere le bocche cucite, ma la verità è che il Giro 2012 sarà comunque duro e lo vincerà uno scalatore, mentre il Tour sarà di una noia mortale, le salite sono poche e lontanissime dal traguardo (e chi va in bici sa cosa voglio dire) e tutto sarà deciso dalle cronometro.