Il Tas di losanna ha squalificato per 2 anni Alberto Contador. E’ la triste fine di una vicenda in cui nessuno si può proclamare vincitore.
Ci sono vari punti della storia che rasentano l’assurdo.
Assurdo perchè la squalifica si riferisce al Tour 2010 ed è assurdo aspettare 18 mesi per un verdetto definitivo.
Assurdo perchè la sentenza del Tas non parla di doping provato, ma di probabile assunzione. Quindi il nuovo reato di doping sarà sulla base della probabilità.
Assurdo perchè la squalifica è retroattiva, cioè toglie a Contador il Tour 2010 (e fin qui ci può stare) ma soprattutto il Giro 2011, corso e dominato da pulito (fino a prova contraria, ma questo vale per tutti i ciclisti attualmente in corsa).
Assurdo perchè alla fine lui ha corso per quasi due anni, ottenendo risultati che alla fine rimarranno comunque suoi, perchè conquistati sulla strada, e che non saranno mai veramente dei suoi avversari. A questo punto meglio non assegnare la vittoria a nessuno.
Assurdo perchè la sua squalifica durerà in pratica solamente 6 mesi visto che potrà correre già dalla Vuelta 2012.
Molto più logico e coerente squalificarlo da ora, lasciandogli i risultati ottenuti, piuttosto che falsare l’intera stagione ciclistica per tutto questo tempo.
In tutta questa vicenda non vince nessuno, ma perde solo il ciclismo.
I più grandi campioni di questo sport (Merckx, Bugno, Fondriest) si sono espressi contro la sentenza, non nella sostanza, ma nella sua applicazione (la retroattività quindi).
L’unica voce fuori dal coro è stata del “pupo” Di Rocco presidente della fci, che ha parlato di sentenza giusta. Lui quando si parla di doping si schiera inevitabilmente dalla parte dei colpevolisti, senza nemmeno provare ad analizzare i fatti con obiettività. Non fa altro che dimostrare ancora una volta la sua incompetenza e inadeguatezza.
Dispiace per Contador, che io ritengo comunque un campione dalla classe cristallina. Mi sono già espresso in passato sul tema doping. Il doping non rende fenomeni. Aiuta magari a fare l’ultimo scalino, ma non trasforma un brocco in un campione.
Dispiace per tutto il ciclismo che ne esce un’altra volta con le ossa rotte e con una immagine confusa e distorta. Questo accanimento nei confronti del ciclismo da parte dell’antidoping, invece che rendere più credibile questo sport, non fa altro che gettare nuove ombre ad ogni nuova positività (o probabile positività da oggi si dovrà dire).
Manca all’appello solo il presidente del Coni Petrucci (alter ego di Di Rocco e simpatizzante calciofilo) che potrebbe un’altra volta invocare il blocco dell’attività ciclistica per un anno. Del mostruoso scandalo scommesse che avvolge il calcio italiano non si parla più. Del resto meglio insabbiare. Ma questa è un’altra storia.

Contador tecnicamente è stato condannato NON per essersi dopato intenzionalmente ma per “non aver potuto provare che la sua positività provenisse da carne contaminata”. Eppure, come precisano nella stessa sentenza i giudici del Tas, «la possibilità che la positività provenga da una contaminazione resta al momento la più probabile». A dispetto di questo, proseguono gli stessi giudici del Tas contraddicendosi all’istante: «non esiste un solo caso di positività dovuta a contaminazione in Spagna e non esistono nemmeno casi di carne contaminata nella storia del Paese». Insomma, Contador NON riesce a provare la contaminazione e quindi viene condannato, il Tas lo condanna ritenendo comunque probabile la contaminazione ma dicendo nello stesso tempo che non esistono precedenti di alcun tipo che la facciano ritenere possibile