Monte Zugna 1615mt (da Rovereto)

Durante la mia ultima trasferta in Trentino, salendo da Rovereto verso la Vallarsa (sinistra Leno) ho incontrato le indicazioni per il Monte Zugna. Sono andato un pò a documentarmi e ho scoperto una salita molto interessante, soprattutto per la lunghezza e la pendenza media elevata e costante.

La  partenza è da Rovereto, in via Santa Maria, quota 198 mt slm, e si sale per 18 km ai 1615 mt dell’osservatorio del Monte Zugna. Come si può notare la pendenza è sempre impegnativa e lascia poco spazio per rifiatare. Questa salita l’ho già affrontata nella prima parte fino ad Albaredo e mi aveva molto impressionato per la sua regolarità.

Quasi sicuramente la completerò fino in cima durante la mia prossima trasferta in terra trentina di metà settembre, oltre ovviamente al giro completo del lago di Garda.

Alpe d’Huez 2008mt (da Borg d’Oisans, Isere)

Località di partenza:
Le Bourg d’Oisans, mt 719
Località di arrivo:
Lac Besson, mt. 2080
Lunghezza:
km. 18,700
Dislivello:
1390  mt
Pendenza media:
7,3 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di almeno 100 mt):
12 % (il primo temibile chilometro dell’Alpe d’huez)
Stato del manto stradale:
Ottimo sino all’Alpe d’Huez: discreto il tratto terminale

La salita nel dettaglio

La salita all’Alpe d’Huez non ha certo bisogno di presentazioni: dura, spietata, esposta ai raggi cocenti del sole, non concede nessun respiro. Anche il più mite dei cicloturisti  viene inevitabilmente preso dalla smania  agonistica quando supera il camping di Le Bourg d’Oisans, dove la strada svolta secca a sinistra ed inizia ad arrampicarsi sui fianchi rocciosi della montagna. Troppi sono i riferimenti e le immagini del Tour che ci spronano sui pedali: ed è un peccato, perchè si rischia di soffrire solamente e di non godere di un panorama che già lungo la salita è di prim’ordine sulle montagne circostanti.
Solo due dritte sulla salita all’Alpe d’Huez: attenti ai primi due chilometri, sono micidiali. Si tratta in pratica di due rampe superiori al 10% che collegano i primi due “virages” (numerati dal N. 21 in ordine decrescente salendo). Solo nei pressi di La Garde (km 4,2) si può respirare un  pochino, ma è solo una breve tregua poichè si riprende subito dopo a salire inesorabilmente. Intendiamoci, non ci troviamo mai di fronte a pendenze impossibili, ma la salita è di quelle che ti sfiancano lentamente e se non ci si amministra un poco si rischia di arrivare in cima senza energie.

Ed allora, giunti  nei pressi del lungo rettilineo ove è posto l’arrivo della tappa del Tour de France,  proseguite in salita in direzione nord: poichè non esistono indicazioni precise, prendete come riferimento i cavi della enorme funivia che sale al ghiacciaio del  Pic Blanc. La stradella per il Col de Poutran parte infatti proprio in prossimità della stazione a valle di detta funivia e riporta una generica indicazione “Route des lacs”.

Si sale con molta tranquillità lambendo verdissimi pascoli disseminati purtroppo dai piloni degli innumerevoli skilift: si valica così agevolmente il Col de Poutran (mt. 1995), nei pressi di un ristoro alpino, per poi scendere brevemente poche centinaia di metri prima di iniziare l’erta conclusiva che ci porta al parcheggio in prossimità del lac Besson, a quota mt. 2080.

Se la confusione regna sovrana all’Alpe d’Huez, qui troviamo finalmente il vero senso della montagna: vale la pena lasciare un attimo la bici ed avventurarsi sul sentiero che tocca i numerosi laghetti dalle acque color topazio. Una vera oasi di tranquillità e panorami veramente eccezionali: ecco il modo per rendere un po’ meno banale la salita più famosa di Francia. (fonte Salitomania.it)

Col de Izoard 2361mt (da Guillestre)

Località di partenza:
Guillestre, mt.1266
Località di arrivo:
Col de Izoard, mt. 2361
Lunghezza:
km. 15,9
Dislivello:
mt. 1095
Pendenza media:
6,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10 %
Stato del manto stradale:
Discreto:

Il percorso
Superfluo ricordare le mitiche pagine di ciclismo che si sono scritte sulle rampe assolate della Casse Deserte. Scalare l’Izoard, al di là dell’impegno fisico – nemmeno poi così rilevante – significa percorrere la storia del ciclismo epico di Coppi, Bartali e Bobet. E significa anche scoprire un paesaggio meraviglioso ed affascinante: difficile descrivere l’impressione di meraviglia e di stupore all’apparire della mitica Casse Deserte, un angolo di luna trasportato sulle Alpi

Briançon è la base di partenza ideale per l’Izoard. La più alta città d’Europa – come recita pomposamente un tabellone pubblicitario – si raggiunge in poco più di due ore attraverso il Col du Montgenevre: lasciata la macchina nei pressi di Val de Près, nella Vallèe de la Clarèe esplorata nel recente Giro del Monginevro, ci aspettano 8 km di adeguato riscaldamento nella brezza mattutina per arrivare in centro a Briançon. Si attraversa la città e seguendo le indicazioni per Argentiere-Gap ci troviamo ben presto su una strada di grande comunicazione molto trafficata che dopo 15 km ed una serie di “mangia e bevi” giunge a l’Argentiere en Bessèe (976 mt.). Altri 16 km piuttosto noiosi per arrivare a Mont Dauphin (900 mt.) e finalmente si lascia la tangenziale per svoltare a sinistra in salita verso Guillestre (mt. 1000, km 35).

Iniziamo a salire con decisione proprio in prossimità del bivio per il Col du Vars ed entriamo nel Parco del Queyras: qui il fiume Guil ha scavato nel corso dei secoli un impressionante canyon ed il paesaggio è veramente molto caratteristico, la pendenza cala notevolmente e ci consente di ammirarlo con calma. Attraversiamo alcune brevi gallerie e ad un certo punto la valle si apre subito dopo il piccolo centro di Beyer: si prosegue tranquilli con il “53″ sino ad una nuova strozzatura della valle, ed è qui che inizia la salita vera. Dopo un chilometro infatti troviamo a sinistra il bivio per l’Izoard (proseguendo dritto si va verso Chateau Queyras ed il Colle dell’Agnello): i primi chilometri alternano qualche breve e deciso strappo a interminabili rettilinei assolutamente privi di ombra.

Si pedala agevolmente, circondati da prati verdissimi, sino ad Arvieux (1544 mt.), con il suo caratteristico campanile: indi tre chilometri interlocutori sino a Brunissard (1771 mt) e poi non ci sarà più scampo, la pendenza sarà sempre superiore all’8 % per i successivi 5 km, completamente esposti al sole. Si soffre, ma il panorama diventa via via più avvincente e ci lascia veramente a bocca aperta quando, dopo una curva, ci appare la mitica “Casse Deserte”, un paesaggio lunare, fatto di guglie e di rocce completamente prive di vegetazione. La strada ora scende leggermente per qualche centinaio di metri, sino alla lapide che ricorda due nomi mitici del ciclismo: Coppi e Bobet (la foto qui è un obbligo!!!). Indi si riprende a salire con decisione, ma la meta è vicina, solo tre chilometri per scollinare al Col d’Izoard (mt 2360). (fonte Salitomania.it)

Passo della Borcola 1207mt (da Posina)

Indicazioni generali

punto di partenza: Posina, 540 mt

lunghezza: 9.3 km

dislivello: 667 mt

pendenza media: 7.2%

pendenza max: 15%

Il percorso

E’ una salita poco frequentata, in un angolo remoto e quasi dimenticato del Veneto. Eppure ha un fascino particolare: il suo isolamento la rende suggestiva. Tutta la valle del Posina risveglia un pò il sentimento del passato e della memoria del tempo antico: le piccole borgate abbarbicate sui pendii della stretta valle, la solitudine dei luoghi, il torrente limpido e le sorgenti di acque minerali. E poi la teoria di tornantini che risale l’angusta testata della valle per uscire, quasi all’improvviso, sui pascoli del passo, già in territorio trentino.

Posina si raggiunge da Arsiero in 10 km, seguendo dapprima la Direttissima per Tonezza e staccandosene dopo meno di 1 km, deviando a sinistra (prov. 81/82) per Laghi e Posina. A Castana si lascia a destra la deviazione per Laghi e si tiene la sinistra lungo la riva del torrente Posina. La strada corre parallela al torrente, risalendone il corso e toccando le contrade Prà, Cervi, Beber, Ganna e passando sulla destra orografica poco prima del bel borgo di Doppio.

Fin qui le pendenze sono moderate e alternate a tratti in falsopiano. Ma dopo 3.5 km la strada si fa più impegnativa (6%) con qualche strappetto al 9-10%, fino al ponticello che ci riporta sulla sinistra orografica. Ancora un pò di respiro fino alla contrada Griso (quota 776), dove inizia la serie di 20 tornanti e le pendenze salgono al 13-14%. L’ottavo tornante è quello con le pendenze più elevate, poi tutti gli altri si mantengono intorno al 10%, fin sul valico, che divide il massiccio del Pasubio dal Monte Maggio.

La strada è larga e ben ombreggiata dai faggi e il fondo è buono. In cima non ci sono edifici ma un’attrezzata area per picnic con parcheggio, in mezzo a pascoli che guardano giù verso nord, la Val Terragnolo. Dopo un breve falsopiano la strada scende in breve a una chiesetta e alla Malga Borcola, aperta da giugno a settembre. C’è la possibilità di scendere fino a Rovereto e risalire verso il Pian delle Fugazze per chiudere l’anello su Schio o Thiene (circa 100 km), oppure direttamente su Posina, scavalcando il Colle Xomo da Ponte Verde (70 km e 1730 mt di dislivello. da Passi e valli in bicicletta Prealpi Venete 2)

Video Passo della Borcola

Col du Galibier 2642mt (da Briancon versante sud)

Partenza: Briancon 1204mt

Arrivo: Col du Galibier 2642mt

Dislivello: 1442mt

Lunghezza: 35km

Pendenza media: 3.1% (fino al Lautaret), 7% alla cima

Pendenza max: 10%

Da Briançon ci aspettano 28 km di salita per raggiungere il Col du Lautaret: ma è salita per modo di dire, infatti si sale quasi costantemente con il 53×17 o 19, attraversando i centri di Chantemerle (mt. 1350 km 38,5) e di Monetier-les-Bains, (mt. 1500, km 45) che fanno capo al domaine skiable di Serre Chevalier. La particolarità (negativa) di questo tratto è costituita dal traffico automobilistico molto intenso, ma fortunatamente la sede stradale è molto ampia. Comunque si raggiunge agevolmente il Col du Lautaret (mt. 2058, km 75,5), con bei panorami negli ultimi chilometri che tra l’altro riservano le pendenze più sostenute (mai superiori comunque al 5-6%).

Giunti al Colle si prende la deviazione a destra per cominciare la vera salita della giornata, quella che ci porterà al Col du Galibier: 7,5 km per un dislivello di 588 mt ed una pendenza media del 7,8%. Salita molto costante e di rara bellezza per i panorami che ci circondano: nei primi due chilometri ci troviamo di fronte la mole imponente del massiccio della Meije con i suoi ghiacciai, quindi in un susseguirsi di verdissimi pascoli si entra in un vallone selvaggio che ci conduce al Colle.

Attenti all’ultimo chilometro, il più duro dell’intera ascesa con punte al 12%: è l’unico tratto che mi costringe ad usare il 23, altrimenti per l’intera salita ho usato il 39×19 senza mai andare in affanno. Ma ecco, proprio su di una curva, il Col du Galibier (mt. 2646, km 68): imponente il panorama, specie sul versante della Maurienne, che è poi il versante “classico” di scalata di questo mitico colle alpino. (fonte Salitomania.it)