
Località di partenza:
Guillestre, mt.1266
Località di arrivo:
Col de Izoard, mt. 2361
Lunghezza:
km. 15,9
Dislivello:
mt. 1095
Pendenza media:
6,9 %
Pendenza max. rilevata (riferita a tratti di 100 mt):
10 %
Stato del manto stradale:
Discreto:
Il percorso
Superfluo ricordare le mitiche pagine di ciclismo che si sono scritte sulle rampe assolate della Casse Deserte. Scalare l’Izoard, al di là dell’impegno fisico – nemmeno poi così rilevante – significa percorrere la storia del ciclismo epico di Coppi, Bartali e Bobet. E significa anche scoprire un paesaggio meraviglioso ed affascinante: difficile descrivere l’impressione di meraviglia e di stupore all’apparire della mitica Casse Deserte, un angolo di luna trasportato sulle Alpi
Briançon è la base di partenza ideale per l’Izoard. La più alta città d’Europa – come recita pomposamente un tabellone pubblicitario – si raggiunge in poco più di due ore attraverso il Col du Montgenevre: lasciata la macchina nei pressi di Val de Près, nella Vallèe de la Clarèe esplorata nel recente Giro del Monginevro, ci aspettano 8 km di adeguato riscaldamento nella brezza mattutina per arrivare in centro a Briançon. Si attraversa la città e seguendo le indicazioni per Argentiere-Gap ci troviamo ben presto su una strada di grande comunicazione molto trafficata che dopo 15 km ed una serie di “mangia e bevi” giunge a l’Argentiere en Bessèe (976 mt.). Altri 16 km piuttosto noiosi per arrivare a Mont Dauphin (900 mt.) e finalmente si lascia la tangenziale per svoltare a sinistra in salita verso Guillestre (mt. 1000, km 35).
Iniziamo a salire con decisione proprio in prossimità del bivio per il Col du Vars ed entriamo nel Parco del Queyras: qui il fiume Guil ha scavato nel corso dei secoli un impressionante canyon ed il paesaggio è veramente molto caratteristico, la pendenza cala notevolmente e ci consente di ammirarlo con calma. Attraversiamo alcune brevi gallerie e ad un certo punto la valle si apre subito dopo il piccolo centro di Beyer: si prosegue tranquilli con il “53″ sino ad una nuova strozzatura della valle, ed è qui che inizia la salita vera. Dopo un chilometro infatti troviamo a sinistra il bivio per l’Izoard (proseguendo dritto si va verso Chateau Queyras ed il Colle dell’Agnello): i primi chilometri alternano qualche breve e deciso strappo a interminabili rettilinei assolutamente privi di ombra.
Si pedala agevolmente, circondati da prati verdissimi, sino ad Arvieux (1544 mt.), con il suo caratteristico campanile: indi tre chilometri interlocutori sino a Brunissard (1771 mt) e poi non ci sarà più scampo, la pendenza sarà sempre superiore all’8 % per i successivi 5 km, completamente esposti al sole. Si soffre, ma il panorama diventa via via più avvincente e ci lascia veramente a bocca aperta quando, dopo una curva, ci appare la mitica “Casse Deserte”, un paesaggio lunare, fatto di guglie e di rocce completamente prive di vegetazione. La strada ora scende leggermente per qualche centinaio di metri, sino alla lapide che ricorda due nomi mitici del ciclismo: Coppi e Bobet (la foto qui è un obbligo!!!). Indi si riprende a salire con decisione, ma la meta è vicina, solo tre chilometri per scollinare al Col d’Izoard (mt 2360). (fonte Salitomania.it)