Rifugio Gardeccia 1948mt (da Pera di Fassa)

Grado di difficoltà: 4°-

Informazioni generali

punto di partenza: Pera di Fassa (bivio su ss 48) 1330mt

lunghezza: 6.5 km (5.94 senza i tratti in falsopiano)

dislivello: 622mt

pendenza media: 9.6% (10.5% senza i tratti in falsopiano)

pendenza max: 17%

numero tornanti: 4

tempi di percorrenza: VAM 900. 42 min; VAM 1600. 23 min

Il percorso

Tecnicamente la salita ha una conformazione a scalni, nel senso che, specie nel primo tratto, presenta strappi durissimi alternati a tratti di relativo riposo. Si possono individuare tre parti:

-i primi 1.7 km fino a Muncion (1516 mt) al 10.5%, dove si sale in un impressionante zigzag con punte di pendenza fino al 14%

-un breve tratto di riposo di 1.3 km fino alla Baita Regolina (km 3), con 500 mt in discesa-piano e il resto con pendenza moderata

-il tratto finale, dal km 3 al km 6.5 al 10.7% con due tornanti, un lungo rettilineo dalle pendenze impossibili e gli ultimi 200 mt di gloria in sterrato

Fin dall’inizio la strada si presenta da sola: il primo km è uno dei più duri ed è proprio grazie al fatto di essere freschi che è possibile superarlo con relativa difficoltà. Si pedala in piena asfissia in un vero e proprio paradiso di montagna. Dopo il km 1.7 ci sono 500 mt in piano fino a quando, al km 2.2, si incontra un cartello relativo alla chiusura al traffico della strada. La carreggiata ora si restringe ma la pendenza è ancora moderata.

Dopo la Baita Regolina la pendenza torna proibitiva. Si procede con strappi imperiosi intervallati a qualche breve tratto di riposo. Al km 5.1 vi è una coppia di tornanti seguita dal tratto più impegnativo: un lungo rettilineo di circa 1 km che sembra non finire mai con pendenza che arriva fino al 17%. La pendenza poi torna a calare fino a giungere al Rifugio Gardeccia (cfr. Passi e Valli in bicicletta Trentino 1 Ediciclo editore)

Grossglockner 2369mt (da Pockhorn)

Grado di difficoltà: 3

Indicazioni generali

punto di partenza: Pockhorn (ss 107) 1103mt

lunghezza: 19.5 km

dislivello: 1337 mt

pendenza media: 7.6%

pendenza max: 14%

Il percorso

Numerose sono le salite che compongono il versante sud della Hochalpenstrasse. Il primo tratto di salita, da Pockhorn a Kasereck, si divide in due parti molto diverse tra loro: un primo segmento, di circa 3km, con dolce pendenza (6%) e belle vedute sul Grossglockner, che conduce a Heiligenblut, con l’inconfondibile sagoma della chiesa gotica. Poi inizia la Hochalpenstrasse vera e propria, con il tratto più impegnativo della salita: circa 6 km, prevalentemente rettilinei, con pendenza sino al 15%. In questo tratto due sono le pause che consentono un breve attimo di respiro: il tornante 27, dove termina la strada proveniente da Apriach, e il casello per il pagamento del pedaggio, circa 4 km dopo Heiligenblut.

Dopo il casello si deve affrontare il tratto più impegnativo, che culmina in località Kasereck (km 8.9-quota 1930). Dopo una veloce discesa, lunga circa 2 km, si giunge al bivio di Guttal, dove si lascia a sinistra la Gletscherstrasse.

Si percorrono oltre 5 km a pendenza continua (5%), di solito molto trafficati. Superata la Glockner Haus (km 16.1) il ghiacciaio del Pasterze comincia a offrirsi di scorcio ai nostri occhi. Nel finale la salita torna a mordere toccando nuovamente il 10% di pendenza nei pressi di alcune gallerie paravalanghe, sino a condurre al parcheggio del rifugio Franz Josephs-Hohe. (cfr. Passi e valli in bicicletta Austria-1 Carinzia Ediciclo editore)

Monte Rua 364mt (da Torreglia)

Grado di difficoltà: 2°

Indicazioni generali

punto di partenza: Torreglia, piazza 15 mt

lunghezza: 4.8 km

dislivello: 349 mt

pendenza media: 7.3%

pendenza max: 12%

Il percorso

Salendo dalla piazza di Torreglia (Pd) lungo la sp.43 che porta a Castelnuovo si giunge, in 2.3 km al 4%, proprio in corrispondenza del secondo tornante, al cimitero di Torreglia alta. In realtà questo 4% non rende l’idea della pendenza perchè i primi 1200 mt sono quasi pianeggianti (1-2%) mentre i secondi 1200 mt sono al 7-8%.

Al cimitero si lascia la sp.43 che prosegue per Castelnuovo e si devia a sinistra per la strada comunale che, in 2.5 km (al 10% circa), porta all’eremo camaldolese di Monte Rua. Salita divisa dunque in due parti nettamente distinte: strada larga, facile, esposta al sole la prima, fino al cimitero; più stretta, con fondo più granuloso e decisamente impegnativa ma ben ombreggiata la seconda. Ci soffermiamo sulla seconda parte.

Dal cimitero un tornantino secco immette sulla via Monte Rua, che passa accanto alla pineta di Villa Immacolata e con un largo curvone conduce al rifugio Monte Rua, proprio alla fine del tornante. La pendenza è costante sul 10%. Gli 800 mt successivi sono al 9.5%, fino al Belvedere della Croce, poi un altro tornantino e si è in cima. Al cancello che consente di entrare nella zona dell’eremo, la strada diventa sterrata (cfr. Passi e valli in bicicletta vol.19 ediciclo editore).

Valico del Roccolo 356mt (da Torreglia)

Grado di difficoltà: 2°

Indicazioni generali

punto di partenza: Torreglia piazza 15 mt

lunghezza: 5.1 km

dislivello: 341 mt

pendenza media: 6.7%

pendenza max: 14.5%

Il percorso

Da Torreglia (Pd), seguendo in salita la sp.43 per Castelnuovo e Teolo, si incontra prima la deviazione per il Monte Rua (2.3 km) poi quella per il Valico del Roccolo (3.5 km). Proseguendo per altri 2.5 km si giunge al GPM, da cui in breve si scende al borgo di Castelnuovo. L’altimetria si riferisce all’ascesa completa, da Torreglia al Valico del Roccolo, anche se in realtà, la parte più significativa è costituita dal tratto finale di 1.6 km, che inizia con la deviazione dalla sp.43.

La prima parte della salita, quella lungo la sp.43, è molto più facile. Sono due gradini: il primo al 4% fino al cimitero, il secondo (1.2 km al 7%) fino al bivio per il Roccolo.

La seconda parte, dal bivio al passo, ha il fondo stradale sconnesso ma ben ombreggiato, con pendenza media del 10%. Lungo i 6 tornanti ci sono quattro strappi al 12-14% separati da brevi segmenti meno impegnativi (cfr. Passi e valli in bicicletta vol.19 ediciclo editore).

Passo Stelvio 2758mt (da Prato allo Stelvio)

Grado di difficoltà: 5

Indicazioni generali

punto di partenza: Prato allo Stelvio, 950mt

lunghezza: 24.3 km

dislivello: 1808 mt

pendenza media: 7.4%

pendenza max: 12%

Il percorso

Lo Stelvio dal versante trentino di Spondigna è senza dubbio una delle salite più impegnative d’Europa. Nel nostro continente, come altitudine raggiunta, è superato solamente dal Col de l’Iseran (2770 mt), dal Col de La Bonnette (2801 mt) nelle Alpi Francesi e dal Pico de Veleta (3240 mt) nella Sierra Nevada in Spagna.

La prima parte della salita, da Spondigna a Ponte allo Stelvio (7.5 km al 7.2%) è caratterizzata da lunghi rettilinei in leggera salita e va affrontata con estrema cautela. Si deve procedere con tranquillità, senza forzare e soprattutto senza minimamente pensare a quanto manca alla vetta. Il successivo tratto fino a Trafoi (6.5 km al 6.3%) nasconde molte insidie: strappi improvvisi alternati a tratti più riposanti anticipano la parte finale.

Il cuore dell’impresa, comunque, è senza dubbio il pezzo da Trafoi all’albergo Sottostelvio (7 km al 9.4%): gli interminabili tornanti scandiscono incessantemente le nostre fatiche in un austero bosco di larici. Giunti all’albergo potete alzare la testa: il passo è sopra di voi, ma ancora molto lontano. Ci sono infatti, ancora 6.9 km all’8.3%, ma se non siete ancora andati in crisi, il gioco è fatto.

La parte trentina decorre per circa 27 km dalla SS 40 della Val Venosta fino al passo (quindi 54 km a/r). Si parte poco sotto i 900 mt di quota all’imbocco della valle drenata dal Rio Solda. La prima metà senza tornanti e a pendenza modesta, è un ottimo riscaldamento. Da Trafoi in poi sono 46 tornanti per i 1200 mt di dislivello da macinare in 12 km. Questo versante fin da mille metri al di sotto del passo mostra la sua fine il che, psicologicamente, è un vantaggio.

L’inizio della salita è molto leggero. Si risale il Rio Solda che in quest’ultimo tratto perde tutta la sua irruenza depositando, da millenni, le testimonianze geologiche del ghiacciaio soprastante. Lasciata alle spalle la bella ma trafficata Val Venosta, si entra nel Parco Nazionale dello Stelvio. A Trafoi, a 1540 mt si passa accanto alla casa natale di Gustav Thoeni. Da Trafoi la salita non si attenua più: dopo un paio di tornanti si tiene un mezza costa piuttosto lungo che porta all’interno del bosco dove la temperatura è mediamente più bassa. I tornanti subiscono a questo punto un incremento della pendenza e una torsione per superare un dente roccioso.

A circa 1900 mt di altitudine la valle si apre nuovamente presentando la Vedretta di Madaccio e i suoi seracchi. Di nuovo si pedala a mezzacosta per raggiungere gli oltre 35 tornanti della seconda serie, che si addossano al fianco del Roetlspitz, con una pendenza media del 10%.

Il Passo dello Stelvio, riunisce in un fazzoletto di terra le estremità occidentali, nordorientali e orientali rispettivamente di Alto Adige, Lombardia e Bassa Engadina. E’ raggiungibile sia dalla parte lombarda, per chi proviene da occidente, che dalla parte trentina, seguendo l’autostrada del Brennero A22, fino a Bolzano e da qui la SS 40 in direzione Merano. Il Passo è aperto da giugno a settembre. In piena estate spesso si incappa in piogge pomeridiane, anche miste a neve, con bruschi abbassamenti della temperatura. E’ consigliabile portare con sè un giubbettino antivento, dei manicotti, un berratto e guanti invernali.  ( by “La bicicletta”)