Paolo Maldini un campione mai banale

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Ho avuto la fortuna di vedere giocare Paolo Maldini, un campione sul campo, ma soprattutto nella vita. Consiglio a tutti di spendere qualche minuto per leggere la sua intervista, comparsa oggi su Repubblica, dove si toglie più di qualche sassolino dalle scarpe.

In un mondo, anche sportivo, dove non esiste più la riconoscenza e la lealtà, Paolo resta un’icona da trasmettere alle generazioni future. Peccato che al Milan non l’abbiano capito. Chapeau Paolo!

Gimondi un campione di uomo

felice-gimondiHo visto con piacere la puntata di Sfide lunedi scorso, dedicata a Felice Gimondi. Ho potuto riapprezzare le qualità di un campione sulle due ruote, ma soprattutto di un uomo da prendere come esempio per la sua tenacia e caparbietà.

Nonostante si sia scontrato con il più forte ciclista di tutti i tempi, il grande Eddy Merckx, non ha mai mollato e desistito e alla fine è riuscito a batterlo, nel Mondiale di Barcellona del ’73 e al Giro del ’76.

“Eddy Merckx mi ha insegnato a vivere, senza di lui avrei pensato che nella vita si poteva vincere sempre”.

Chapeau Felice!

Bulbarelli gran gourmet

Oggi per il Grand Depart del Tour da Liegi, è ricomparso davanti al video il grande capo del ciclismo su Raisport, al secolo Aurone Bulbarellone. Probabilmente visto che la corsa francese quest’anno sarà caratterizzata da una noia mortale, hanno pensato di riesumare il gran gourmet del ciclismo italiano e di “piazzarlo” davanti alla telecamera.

Speriamo sia solo una presenza passeggera, ma in caso contrario avremo la possibilità di organizzarci le ferie estive, visto che il nostro Aurone è specializzato in alta cucina, vini e tutto quello che ruota intorno alla buona tavola, ma che non ruota intorno al ciclismo in senso stretto

Bijarne Rijs.. Monsieur hématocrite 60..

L’esordio tra i professionisti avvenne per Riis nel 1986, ma la sua carriera terminò prematuramente il 18.06.99,  per colpa di un infortunio causatogli dopo una caduta avvenuta durante una tappa del Giro della Svizzera. Il ritiro ufficiale dal mondo delle corse avvenne nel 1999.

Con la maglia della Telecom vinse il Tour de France 1996, in cui poté contare su un gregario di lusso come Ullrich. Vinse inoltre l’Amstel 1997, tre campionati nazionali danesi e alcune tappe al Giro.

Dopo il suo ritiro dal ciclismo professionistico divenne nel 2001 general manager di una ambiziosa squadra, la CSC, che contava su Basso come capitano durante le grandi corse a tappe.

Dopo la vittoria al Tour de France 1996 si guadagnò nel gruppo il soprannome di Monsieur 60%, con riferimento al suo tasso di ematocrito, anche se in realtà Riis non fu mai trovato positivo all’antidoping.

Il 25 maggio 2007, Riis ammise, seguendo l’esempio di altri suoi ex- compagni di squadra quali Aldag e Zabel, in una conferenza stampa, di aver fatto uso di doping durante la sua carriera. Si dice inoltre disposto a resituire la maglia gialla vinta al Tour del 1996.

Il 4 luglio 2008, proprio alla vigilia del Tour 2008, l’organizzazione del tour ri-attribuisce a Riis la vittoria del 1996, poiché essendo passati più di 10 anni al momento della confessione il reato era prescritto. (cfr. Wikipedia).