Questa è la foto scattata sullo Stelvio ieri. E le previsioni dicono meteo in peggioramento. E’ notizia di oggi che il Sestriere verrà tagliato e che sul Galibier non si potrà salire. Quindi corsa falsata, non per il meteo, ma per l’organizzazione del Giro che si ostina a perseguire i suoi interessi economici a scapito della salute e della sicurezza dei ciclisti.
Non si può spiegare altrimenti la collocazione di così tante salite over 2500mt, tra l’altro non come arrivo di tappa (come l’anno scorso sullo Stelvio) ma nel mezzo del percorso, così quando taglieranno Gavia e Stelvio dalla tappa, non rimarrà che la pista ciclabile della Pusteria come alternativa.
L’organizzazione si difende affermando che un meteo così non è prevedibile (ma dove vivono questi qui??) e che può nevicare anche ad agosto. A maggior ragione pensa delle tappe con più raziocinio, evitando di dover andare per forza sempre sullo Stelvio o sul Gavia. In Italia manca tutto ormai, ma non le montagne, anche molto dure, pur rimanendo a quote basse.
Però fa molto più cassa andare a riscuotere tra i nomi altisonanti, con il rischio (ogni anno che passa, sempre più certezza) di dover tagliare irrimediabilmente i percorsi, falsando appunto il senso della corsa.
Ne avevo parlato subito (il 30 settembre) e ora i fatti mi danno ragione. Ma non sono un fenomeno o un indovino. Sono solo uno che va in bici, a cui piace la montagna, ma che non gradisce questo sport masochistico e al massacro che si gioca ormai sulla pelle dei corridori.
Bene hanno fatto Hesjedal e Wiggins (come molti altri meno famosi) ad andarsene a casa, piuttosto che rimanere a flagellarsi per la bella faccia degli organizzatori del Giro. Nibali non se ne può andare, ma in cuor suo se potesse lo farebbe. Quando non verrà più nessuno alla corsa rosa, forse RCS Sport capirà che per organizzare una corsa di ciclismo, bisogna saperne di ciclismo, e non solo di conti correnti e bonifici.
Ciliegina sulla torta durante la trasmissione di oggi De Stefano e Martinello descrivevano il disagio che si verifica nel dover spostare una tappa e che in fondo i corridori devono un pò venire incontro all’organizzazione: suggerirei di prenderli a pallate di neve.



