Contador al Tour, Rodriguez ni

alberto_contador_tour_de_france_gialloAlberto Contador potrà partecipare al Tour 2013, visto che la sua Saxo ha ricevuto lo status di iscrizione alle squadre Pro Tour. Una decisione un pò a sorpresa, vista anche l’esclusione (immotivata e non spiegata) della Katusha, la squadra del n.1 al mondo J Rodriguez.

E’ un chiaro esempio di come l’Uci lavori in maniera poco chiara e trasparente, non spiegando le proprie scelte e agendo come un padre-padrone senza dover rendere conto a nessuno. A questo punto mi sento quasi di sostenere Lemond, con il suo invito a McQuaid, il grande capo dell’Uci, a dimettersi.

Tornando al mero lato sportivo, sono contento che il Tour vedrà alla partenza il ciclista più forte nei grandi Giri e tramonta l’utopia di vederlo al via della corsa rosa. Il Giro si dovrà accontentare di basettone Wiggins per un percorso quasi disegnato su misura per lui.

Vive le Tour n.100!

Oggi nella splendida cornice del Palazzo dei Congressi di Parigi è stato presentato il Tour de France 2013, centesima edizione. A una prima occhiata è sicuramente molto più equilibrato del precedente, con parecchie salite in più rispetto alle ultime edizioni.

Ai piedi del palco c’erano tutti gli ultimi vincitori, Contador, Evans e Wiggins, più altri favoriti per la vittoria finale come il giovane Shrek e Froome. Quello che colpisce è l’estrema razionalità con cui è stato disegnato il tracciato con soli due grandi trasferimenti (in aereo durante i giorni di riposo) e con tappe ben disegnate ed equilibrate.

Si partirà dalla Corsica con una prima tappa in linea (unico neo secondo me) e poi un paio di frazioni molto movimentate. Rientrati in terraferma, dopo la cronosquadre di Nizza, ci saranno due arrivi impegnativi ad Aix 3 Domaines e Bagnerres de Bigorre (quest’ultima con 5 colli in 150 km, modello Vuelta 2012). Poi si salirà ancora al mitico Ventoux (tappa da 242 km), prima di affrontare le Alpi con le tre tappi finali e la doppia scalata all’Alpe d’Huez.

Le 2 crono individuali saranno di 65 km complessivi e saranno molto tecniche e vallonate (niente a che vedere con la crono-autostrada del Giro). Gran finale in notturna agli Champs Elysees.

Nel complesso un Tour disegnato meglio della recente tradizione, che fa impallidire l’aborto di percorso concepito da Rcs e Gazzetta per il Giro 2013. Il vincitore uscirà dalla coppia Contador-Froome, visto che Wiggins preferirà venire a passeggiare in Italia sulla tangenziale che gli metteranno a disposizione.

Per l’edizione n.100, i francesi hanno fatto le cose per bene (niente a che vedere con la vaccata del Giro 2009) e per una volta il Tour sarà anche la corsa più bella del mondo, oltre che la più famosa: chapeau!

Il Tour è morto: viva il Tour!

Dal 1999 al 2005 la corsa più famosa del mondo resterà senza vincitore: i 7 Tour consecutivi vinti da Lance Arsmtrong sono stati revocati.

“Nel ciclismo non c’è più posto per lui” ha recitato il presidente dell’UCI McQuaid.

Bisognerebbe capire se nel ciclismo di oggi c’è ancora posto per l’UCI.

Chi perde sempre alla fine è il ciclismo.

Armstrong: la fine del mito

Lance Armstrong ha rinunciato a difendersi contro le accuse mossegli dall’Usada, l’agenzia antidoping americana. Per chi avesse perso tutte le tappe della vicenda può trovare un riassunto qui.

Probabilmente il 7 volte vincitore del Tour de France vedrà revocate le sue vittorie e squalificato a vita, ma certamente non dovrà restituire i soldi e la fama guadagnata in questi decenni. E’ sicuramente la pagina più triste di tutto il mondo dello sport, non solo del ciclismo, e testimonia l’impotenza in cui versa la lotta al doping. Troppo impari la battaglia e troppo alti gli interessi che ruotano intorno ai successi “pompati”.

Io non sono per la liberalizzazione del doping, ma le squalifiche devono essere combinate in tempi brevi e su basi certe e inconfutabili. Già con il caso Contador si era giunti al ridicolo,dopo 18 mesi di attesa, per non parlare dell’arzigogolato giudizio nei confronti di Pellizzotti per le fumose vicende del passaporto biologico. Ora con il texano siamo al ridicolo. Di questo passo potrebbero riesumare Binda per appurare se i suoi successi sono stati adulterati con salame o vino rosso.

Meglio lasciar perdere. O hai gli strumenti per pizzicare e condannare subito i colpevoli, oppure non ne vale la pena. Ne va della credibilità non solo dello sport, ma anche dell’antidoping così come è concepito oggi. Tristemente chapeau!

 

 

 

Diamo i voti al Tour

Sagan voto 10: il vero fenomeno del Tour, l’unico che ha dato spettacolo. Forte negli arrivi sugli strappi e anche in volata di gruppo. Strameritata la sua maglia verde. Alla sua prima esperienza in terra francese torna a casa con 3 vittorie. Astro nascente.

Wiggins, Froome e Sky voto 9: semplicemente perfetti e inattaccabili. Il percorso era disegnato su misura per loro e si sono fatti trovare preparati. Non hanno concesso nulla ma hanno disposto in lungo e in largo della corsa, quasi a farla diventare noiosa e scontata. I nuovi postini.

Nibali voto 8.5: l’unico a provarci e a cercare di far saltare il banco, ma il percorso non era congeniale a lui e 100 km a cronometro erano troppi per tutti, tranne che per la coppia inglese. Ha corso con intelligenza e maturità, ben guidato e supportato da Basso (voto 6.5). Si dice che l’anno prossimo ci saranno più salite (bisogna vedere come le mettono però), ma ci saranno anche Contador e il giovane Shrek. Promessa mantenuta.

Pinot, Van Garderen e la linea verde voto 7.5: si sono messi in luce molti giovani che fanno ben sperare per il futuro, ma purtroppo non sono italiani. L’unico giovane italiano forte (Moreno Moser voto 8) non è stato selezionato per l’olimpiade e non se ne capisce il motivo. (Bettini voto 4: ottimo corridore, pessimo ct)

Evans voto 6.5: forse neanche un super-Cadel avrebbe scardinato la corazzata Sky, ma almeno avrebbe potuto aiutare Nibali a creare più scompiglio. Si è difeso con onore, come ha potuto, con la sua solita grinta e classe. Signore della bici.

Gilbert voto 4: continua l’involuzione ciclistica dell’ex fenomeno del 2011. E’ passato da vincere tutto e non vincere nulla. A questo punto non può essere solo questione di forma. Ex-campione

Percorso del Tour 2: difficile fare peggio di così, con troppa cronometro, poche montagne e in più disposte male. Il risultato è stata una corsa noiosa, scontata e prevedibile, non il miglior biglietto da visita per la gara più seguita al mondo. Ma il Tour se lo può permettere, anche perchè le critiche gli rimbalzano addosso. Comandano loro il ciclismo e in fondo fanno bene a fare quello che gli pare. L’anno prossimo si spera in un percorso degno del centenario, anche perchè per fare meglio di quest’anno ci vuole poco. Noia mortale

L’idiota delle puntine sv: giustamente criticato da tutti per il suo gesto, bisognerebbe capire i motivi che lo hanno portato a questa scelta. Magari era uno spettatore annoiato, che stanco di non veder succedere nulla, ha cercato a modo suo di vivacizzare la corsa (in effetti quella tappa è stata tra le più movimentate). Magari gli organizzatori del Tour potrebbero rifletterci sopra.. magari..