Diamo i voti al Tour

Sagan voto 10: il vero fenomeno del Tour, l’unico che ha dato spettacolo. Forte negli arrivi sugli strappi e anche in volata di gruppo. Strameritata la sua maglia verde. Alla sua prima esperienza in terra francese torna a casa con 3 vittorie. Astro nascente.

Wiggins, Froome e Sky voto 9: semplicemente perfetti e inattaccabili. Il percorso era disegnato su misura per loro e si sono fatti trovare preparati. Non hanno concesso nulla ma hanno disposto in lungo e in largo della corsa, quasi a farla diventare noiosa e scontata. I nuovi postini.

Nibali voto 8.5: l’unico a provarci e a cercare di far saltare il banco, ma il percorso non era congeniale a lui e 100 km a cronometro erano troppi per tutti, tranne che per la coppia inglese. Ha corso con intelligenza e maturità, ben guidato e supportato da Basso (voto 6.5). Si dice che l’anno prossimo ci saranno più salite (bisogna vedere come le mettono però), ma ci saranno anche Contador e il giovane Shrek. Promessa mantenuta.

Pinot, Van Garderen e la linea verde voto 7.5: si sono messi in luce molti giovani che fanno ben sperare per il futuro, ma purtroppo non sono italiani. L’unico giovane italiano forte (Moreno Moser voto 8) non è stato selezionato per l’olimpiade e non se ne capisce il motivo. (Bettini voto 4: ottimo corridore, pessimo ct)

Evans voto 6.5: forse neanche un super-Cadel avrebbe scardinato la corazzata Sky, ma almeno avrebbe potuto aiutare Nibali a creare più scompiglio. Si è difeso con onore, come ha potuto, con la sua solita grinta e classe. Signore della bici.

Gilbert voto 4: continua l’involuzione ciclistica dell’ex fenomeno del 2011. E’ passato da vincere tutto e non vincere nulla. A questo punto non può essere solo questione di forma. Ex-campione

Percorso del Tour 2: difficile fare peggio di così, con troppa cronometro, poche montagne e in più disposte male. Il risultato è stata una corsa noiosa, scontata e prevedibile, non il miglior biglietto da visita per la gara più seguita al mondo. Ma il Tour se lo può permettere, anche perchè le critiche gli rimbalzano addosso. Comandano loro il ciclismo e in fondo fanno bene a fare quello che gli pare. L’anno prossimo si spera in un percorso degno del centenario, anche perchè per fare meglio di quest’anno ci vuole poco. Noia mortale

L’idiota delle puntine sv: giustamente criticato da tutti per il suo gesto, bisognerebbe capire i motivi che lo hanno portato a questa scelta. Magari era uno spettatore annoiato, che stanco di non veder succedere nulla, ha cercato a modo suo di vivacizzare la corsa (in effetti quella tappa è stata tra le più movimentate). Magari gli organizzatori del Tour potrebbero rifletterci sopra.. magari..

Wiggins e Froome strani fenomeni

Riporto questo interessante articolo da cyclingpro.it

“La prima giornata di riposo al Tour de France è servita (oltre che ad arrestare Di Gregorio) a fisiologi professionisti o amatori per fare un po’ di conti sulle performance della coppia Wiggins/Froome, sia nella crono che in salita. E i risultati messi sulla carta (parliamo di watt pro kilo, naturalmente, ovvero di parametri divenuti universali per “misurare” la cilindrata del ciclista) sembrano fare impressione. La domanda che circola è sempre la stessa: c’è da fidarsi?

La prima risposta è rassicurante e deve sgombrare il campo da un equivoco ricorrente. Quando si danno i wattaggi in salita di un atleta (dove i 6/6,2 watt/kilo vengono considerati il limite fisiologico di un fuoriclasse non “trattato”) ci si riferisce SEMPRE a una salita tipo di una decina di kilometri con una pendenza media tra otto e dieci per cento e un tempo di percorrenza di circa 40 minuti. Se la salita è tale da richiedere un tempo di percorrenza attorno ai venti minuti, ad esempio, è ovvio che i wattaggi saranno maggiori.

E’ quindi possibile che un top rider sia salito sulla La Planche des Belles Filles a 6.7/6.8 watt per chilo (480 watt totali!), visto che lo sforzo reale è stato di diciassette minuti scarsi. Del resto lo stesso Wiggo ha dichiarato di aver letto costantemente sul display del suo Powermeter il valore 470 watt e di aver capito da quel dato che nessuno avrebbe potuto scattare.

La seconda risposta è necessariamente un po’ inquietante. Certo, pur giustificabili questi valori sono davvero limite, non a caso la coppia Sky sulla prima salita seria della Grande Boucle 2012 ha devastato la concorrenza. Fonti attendibili raccontano che nei test pre-Tour sia Wiggo che Froome siano stati misurati attorno ai 6,1 watt per kilo su salite test da 35 minuti, quindi “salite campione”. Possibile che vadano forte come Contador? E tutti e due?

Possibile se si valuta l’incredibile morfologia dei due atleti. Siamo di fronte a due cronoman di altissimo livello (bestioni da 1,85/1,90) con leve lunghissime che nel giro di qualche anno (parliamo soprattutto di Wiggo) hanno assunto il peso di scalatori alti dieci/tredici centimetri meno di loro, senza perdere troppa potenza. Il percorso inverso a quello di quindici anni fa quando si muscolavano (e devastavano) gli scalatori per farli andare forte a cronometro. Organismi mentalmente modificati, realmente pelle e ossa in grado quindi teoricamente di produrre prestazioni mai viste prima.

L’inquietante sta qui: già quando arrivò quinto al Tour, Bradley Wiggins dichiarò di aver fatto sforzi mentali sovraumani per sostenere lo fatica delle tre settimane con un peso così ridotto (il ragazzo, ricordiamo, da pistard stava a 83 kili ora e a 69!). Come possa avere difese immunitarie decorose o non patire allucinazioni resta un mistero, mistero che verrà forse svelato nei prossimi dodici giorni. Ecco, l’aspetto inquietante della vicenda sta tutto qui: la paura che i due stiano tirando troppo la corda, che questa corsa al calo di peso diventi dissennata e senza limiti. Wiggins è un fenomeno che però nel corso degli anni ha pagato caro (depressione, alcool…) il suo approccio maniacale allo sport”

Commento personale: al Tour sono anni che non fermano nessuno positivo. Per riuscirsci hanno dovuto inventarsi un numero spaventoso, per squalificare Contador dopo quasi 2 anni. E comunque quelli che hanno fermato sono sempre troppo pochi rispetto a quelli che vanno a benzina super. Se fossi nei panni della coppia Sky, dormirei sonni tranquilli.

Evans vs Sky

Dopo la solita classica prima settimana di Tour, caratterizzata da tanta pianura, noia e cadute, ieri c’è stato il primo arrivo in salita. Ogni dubbio è stato dipanato e penso non succederà nulla di diverso da quello che si è visto al “trampolino delle belle ragazze”.

Evans lotterà come un leone, come è solito fare, ma non riuscirà a mettere in difficoltà la corazzata Sky e il suo leader Wiggo e purtroppo pagherà anche dazio nelle due crono-monstre che ci saranno da qui alla fine. Le salite del Tour sono adattissime per stare a ruota e fare ritmo e l’inglese ha le gambe e la squadra per disporre di ogni tappa di montagna. Sorprende un pò il fatto che la BMC sia sparita subito all’inizio della salita finale: si sperava in qualcosa di più quest’anno dalla squadra americana, ma come al solito l’australiano dovrà fare tutto da solo.

Per il resto Nibali lotterà e se sarà bravo e fortunato porterà a casa un podio di tutto rispetto. Il resto? Solo chiacchere e distintivo. Alla prima rampa i “quotatissimi avversari” segnalati nel borsino del ciccio Bulbarelli si sono sciolti come neve al sole: Gesink, Samuel Sanchez, Van den Broeck, Valverde, Menchov, Shrek 2 e compagnia sono andati subito in difficoltà e risucchiati nelle retrovie. Ma si sapeva dall’inizio. Solo i solerti giornalisti della Rai volevano tenere in piedi la suspense per una competizione già morta prima di partire.

Degli italiani (Nibali a parte) meglio non parlare. Basso doveva dare una mano al siciliano (forse nel portare le borracce) ma è sparito subito, e Scarponi, che a cronometro è fermo, non punge sul suo terreno. Consoliamoci con Sagan che almeno corre per un team italiano.

Buon Tour a tutti!