Perchè gli automobilisti non ci sopportano?

Ormai da quasi 1 mese e mezzo la campagna #Salvaiciclisti prosegue spedita, sull’onda di quella inglese del Times. Il gruppo su facebook ha superato gli 11.000 iscritti e basta metterci il naso dentro un attimo per cogliere un ambiente ricco, vivo, super propositivo, dove le persone si confrontano e cercano di mettere assieme delle proposte per una convivenza più civile e sicura sulle nostre strade.

Però nonostante tutto continuo a essere pessimista e penso che tutti questi sforzi non porteranno a un bel niente. E vi spiego anche perchè. Giusto stamattina mi sono “scontrato” verbalmente con due automobilisti, che mi hanno letteralmente assalito a colpi di clacson e male parole. Il tutto per un banale motivo sull’utilizzo di una pista ciclabile, tanto per cambiare.

Allora mi sono chiesto: da dove viene tutto questo odio e insofferenza nei confronti dei ciclisti? Da dove nasce?

Mi sono detto: forse le bici fanno alzare il prezzo della benzina, opppure le tariffe RCA delle assicurazioni, perchè solo motivi così gravi potrebbero giustificare una tale “reazione avversa” nei confronti delle due ruote. Ogni giorno, pedalando in bici per strada, si percepisce proprio questo sentimento negativo nei confronti del ciclista. Si respira questa aria pesante, di malsopportazione e sembra quasi che l’automobilista sia lì con un fucile puntato e lo sguardo incazzato, per cogliere ogni tua minima infrazione.

Allora ho pensato che forse bisogna fare un ragionamento più profondo, più sociale, più a 360° (più “Social” direbbe il mio amico Roberto-Spritz). Non basta solo parlare di piste ciclabili e semafori intelligenti. Bisogna capire l’origine di questo malessere.

Bisogna capire come vivono le persone nel 2012. Cioè stressate, senza mai un attimo di tempo per loro, oberate dal lavoro e dalla fretta e tutto quello che in qualche maniera rallenta la loro “marcia impazzita” deve essere spazzato via. Lo si può cogliere tra gli automobilisti stessi, quando si insultano appena uno ritarda la partenza a un semaforo di qualche secondo, quando si infrangono sistematicamente le regole del codice della strada, per la semplice ragione di “dover fare prima”, per poter arrivare prima, in una perversa spirale autodistruggente.

Possiamo inventarci mille nuove regole, tra giubbotti catarifrangenti, punti della patente tolti a chi va in bici e casco obbligatorio, ma niente cambierà se non cambia l’approccio che abbiamo verso la nostra vita e le nostre giornate. E questo vale per tutti, sia ciclisti, che automobilisti che pedoni. Ci vorrebbe un atteggiamento più comprensivo, più aperto all’altro, di pazienza, di conoscenza, di accettazione.

Ma la società di oggi non insegna questi valori, anzi predica esattamente in direzione contraria: bisogna essere competitivi, veloci, sopraffare l’altro, se possibile fregarlo, magari giocando senza rispettare le regole.

Non a caso la cultura ciclistica più diffusa si trova nei paesi del Nord, dove oltre alle piste ciclabili e a una corretta e seria gestione delle risorse da parte delle amministrazioni pubbliche, si vive in maniera meno stressata e anche magari più lenta.

La bici è anche questo: vivere con lentezza e calma. Ma se non si condividono e incarnano questi valori, non basterà l’ennesima regola inventata dal legislatore di turno, per far convivere queste due “specie” così diverse.

La neve come amica

Stamattina mi sono diretto al lavoro in bici, come sempre. Uscito di casa mi sono accorto che nevicava. Ho proseguito con calma e attenzione, sentendo il crepitio della sorella bianca sotto le mie ruote mentre avanzavo.

Poi ho assistito a uno spettacolo bellissimo. Tutte le macchine procedevano al rallentatore. Con pazienza. Tutte rispettavano i limiti di velocità. Vedendomi impegnare un passaggio ciclabile in una rotonda, cominciavano a frenare con molto anticipo e mi lasciavano strada. Nessuno che avesse fretta. Nessuno che suonasse il clacson. Un rispetto e un senso civico che solo nei paesi del Nord-Europa si può sperare di trovare.

Sarà perchè lì nevica spesso?

Salviamo i Ciclisti

Anch’io aderisco all’iniziativa “Salviamo i ciclisti” per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sul tema della sicurezza stradale dei ciclisti. Il seguente comunicato è stato inviato a tutte le testate giornalistiche nominate.

Gentili gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il
Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta
del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La
Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle
sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).
In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli
oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le
vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.
Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della
bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti
del manifesto del Times:
1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori,
allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai
ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati , ripensati e dotati di semafori
preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti
presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotto un audit nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in
Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova
generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una
parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili
prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.
Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È
proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi
affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.
Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare
molte vite umane.
Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso
Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e,
ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.
Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa:
1. piciclisti.wordpress.com
2. amicoinviaggio.it
3. 34×26.wordpress.com
4. rotalibra.wordpress.com
5. frrfrc.blogspot.com
6. wildpigs.it
7. riky76omnium.wordpress.com
8. bicizen.it
9. urbancycling.it
10. La stazione delle biciclette (lastazionedellebiciclette.com)
11. rotafixa.it
12. ciclista pericoloso (http://americancyclo.wordpress.com)
13. biciclettedecadence.blogspot.com
14. mtb-forum.it
15. bdc-forum.it
16. lifeintravel.it
17. Milan on my bike (http://milanonmybike.blogspot.com)
18. ditrafficosimuore.org
19. raggidistoria.com
20. Ediciclo editore (ediciclo.it)
21. pedalopolis.org
22. ciclomobilisti.it
23. Forum Indipendente Biciclette Elettriche, Pieghevoli e Utility (jobike.it)
24. casbahcicloclub.com
25. ilikebike.org
26. bikeride.it
27. bicisnob (bicisnob.worldpress.com)
28. bicicebasta.com
29. muoviequilibri.blogspot.com
30. festinalente.ztl.eu
31. rotazioni (lucaconti.blogspot.com)
32. pisteciclabili.com
33. ciclistilombardianonimi.blogspot.com

..e la lista si allunga di minuto in minuto..

A Trento incentivi a chi va al lavoro in bici

“Al lavoro in bicicletta anche d’inverno”. Si intitola così il concorso organizzato dall’Ufficio Mobilità del Comune di Trento che intende premiare chi, nonostante il freddo di questi mesi invernali ha scelto lo stesso le due ruote per recarsi al lavoro. Il fine è quello di promuovere l’uso della bicicletta in ambito urbano e non solo. Possono concorrere coloro che saranno andati al lavoro in bici almeno la metà dei giorni dei mesi di febbraio e marzo e anche chi per arrivare a Trento unisce la bicicletta ad un mezzo pubblico (treno, autobus).

Mentre nel Regno Unito in questi giorni è in atto una forte campagna di stampa a difesa dei ciclisti, in italia l’Inail ha emanato una direttiva per cui “l’infortunio in itinere occorso al lavoratore che si reca al lavoro utilizzando la propria bicicletta non può essere riconosciuto come tale”.

Nel triste panorama italiano, dove oltre al taglio del trasporto pubblico, si procede anche a contrastare lo spostamento in bici, l’esempio di Trento è un lumicino da tenere acceso e ravvivare.