Qualche anno fa ho avuto la fortuna di fare due periodi in missione in Tanzania. E’ un’esperienza che mi è rimasta nel cuore, per i suoi risvolti positivi e negativi. Ora vorrei condividere con voi questo bell’articolo tratto dal blog di Gaia e Alessandro.
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Auguri Speciali..zed
Happy Christmas!
Petrucci: non lo fermiamo il calcio?
Qualche tempo fa il presidente del Coni Gianni Petrucci aveva tuonato contro il mondo del ciclismo, intimando al presidente FCI Di Rocco e a tutto il movimento delle due ruote, un doveroso stop. Alla luce dei casi di doping, non bastava inasprire le pene (radiazione): bisognava fermare tutto.
Ora con lo scandalo-scommesse che si allarga a macchia d’olio anche verso la serie A, con i playoff in pieno svolgimento (su che base sportiva poi..) ci si chiede come mai il nostro lungimirante Gianni Petrucci, difensore strenuo dell’etica e dei valori sportivi, che si era tanto preso a cuore la salute del ciclismo (e del ciclista), non si sia ancora espresso per fermare il calcio, dopato quanto il ciclismo (e forse di più) e i cui valori sportivi del campo sono da tempo adulterati in maniera continua e sistematica.
Forse perchè il calcio muove più soldi del ciclismo? Forse perchè è facile prendersela con i più deboli e lasciare tranquilli quelli che alla fine ti pagano lo stipendio a fine mese?
Perchè alla fine è solo una questione di soldi. L’etica non c’entra. Quella è la bella patina che i benpensanti vogliono mettere sopra le decisioni, ma sotto tutto è fatto di soldi, interessi e corruzione. La natura umana ha in sè questo gene e penso che in tutti gli ambiti sportivi (e non) la si possa facilmente ritrovare.
Quindi presidente Petrucci, se proprio non vuole pestare i piedi ai suoi padroni del calcio, almeno ci faccia il piacere di tenere la bocca chiusa anche nei confronti del ciclismo. Sarebbe più coerente.
Il richiamo della foresta..
L’inverno non molla la presa, con le sue nebbie, la sua umidità che ti penetra dentro, con le gelate mattutine, con la neve, il ghiaccio, le giornate corte, la poca visibilità, la bassa temperatura..
Però qualcosa si muove..
Dentro..
Il giro di boa è passato.
Si va in discesa.
Si comincia a oliare la catena. Si preparano i primi indumenti pesanti per uscire, lo smanicato, il pinocchietto, i guanti. Cominciano a comparire le prime cartine geografiche, le prime altimetrie. Si comincia a progettare, a sognare.. a pedalare..
Ma è da dentro che viene tutto. Dopo una fisiologica pausa fisica.. e anche mentale.. si comincia a sentire, il profumo, l’odore, la voce, prima flebile, poi sempre più forte. Qualcuno che ti chiama.
Ma forse non è solo qualcuno.
E’ un mondo.. che ti chiama. Che ti vuole ancora.
Vivo..
E’ il “richiamo della foresta” (cit. Paolo Fonte)

