E’ di questi giorni la notizia che i vigili del comune di Padova multano le biciclette fuori posto (leggi qui). Peccato che in centro storico ci siano solo 2700 spazi attrezzati per le bici mentre nelle giornate di punta servono fino a 5 mila “mini-parcheggi”. Per chi “sgarra” sanzione da 50 euro e possibile rimozione.
La notizia si commenta da sè. In tempi di grandi discorsi, di mobilità verde, di incentivazione del trasporto a due ruote, si sceglie di penalizzare chi non inquina, chi non occupa spazio e chi ci rende l’aria e la vita più respirabile.
Hanno devastato le strade di Padova con il tram, che non ha per niente risolto il problema della viabilità, ma non ci voleva un genio per capirlo (probabilmente facevano comodo a qualche poltrona i finanziamenti della CE), hanno creato la zona ZTL (altro salvadanaio per raccogliere emolumenti dai cittadini), hanno ridotto e tagliato le corse dei bus.
Si sono chiesti come cazzo dovrebbe fare un cittadino per spostarsi verso il centro? Probabilmente pensano che andiamo tutti a fare la spesa in qualche centro commerciale fuori Padova, o magari tutti ammassati all’Ikea a mangiare polpette di cavallo.
Invito tutte le persone con un briciolo di intelligenza e un minimo di buon senso, a continuare la battaglia per un’aria più respirabile e una città più vivibile. Continuate a muovervi in bici e se non trovate da parcheggiarla in centro e un solerte testa fina di vigile vuole farvi la multa, fate buon viso a cattivo gioco.
Però toglietevi la soddisfazione di chiedergli: “Il Comune ti passa una percentuale per ogni multa che fai?”





