Il Tour è morto: viva il Tour!

Dal 1999 al 2005 la corsa più famosa del mondo resterà senza vincitore: i 7 Tour consecutivi vinti da Lance Arsmtrong sono stati revocati.

“Nel ciclismo non c’è più posto per lui” ha recitato il presidente dell’UCI McQuaid.

Bisognerebbe capire se nel ciclismo di oggi c’è ancora posto per l’UCI.

Chi perde sempre alla fine è il ciclismo.

Basso, Fuentes e il sistema Armstrong

In questi giorni si è fatto molto parlare dell’affaire Armstrong e della squalifica a vita comminatagli dall’Usada. Ognuno si sarà fatto il suo parere riguardo la questione e capita a proposito l’intervista rilasciata da Tyler Hamilton, uno degli ex fedelissimi del texano, in occasione dell’uscita del suo libro “The Secret Race: Inside the Hidden World of the Tour de France: Doping, Cover-ups, and Winning at All Costs”, dove viene affrontato l’argomento doping nel ciclismo. Un estratto delle parole di Hamilton lo potete trovare su tuttobici.

Risulta interessante sapere come l’UCI sia stata complice di Armstrong per anni e come Basso sia stato un cliente affezionato dell’ormai noto Dottor Eufemiano Fuentes, il Michele Ferrari di Spagna. Ricordo che Basso durante i giorni dopo la sua cacciata dal Tour, avesse detto che teneva le sacche di sangue da Fuentes “per tranquillità personale” e “di non averle mai usate”, mentre dalle parole di Hamilton emerge un accostamento stretto tra il varesino e il ginecologo spagnolo. Posso capire la reticenza di Basso. Non poteva fare outing completamente, perchè aveva ancora la possibilità di tornare a correre in gruppo e non poteva rivelare troppi particolari: non gliela avrebbero perdonata.

Come dice Hamilton “Chi parlava era fuori” e d’altronde non si è mai visto nessuno vuotare completamente il sacco prima della fine della carriera. I vari Rijs, Zabel, Museeuw e compagnia hanno fatto i bravi bambini solo a ruote ferme. E la maggior parte neanche dopo.

Di sicuro per tenere il ritmo di Armstrong in quei Tour ci voleva una “grinta” particolare e io quello sguardo a Basso non l’ho più visto. Esilarante il punto dell’intervista in cui Hamilton afferma che chi effettivamente andava “pulito”, venisse considerato quasi un eroe e fosse oggetto di ammirazione da parte del gruppo.

Il doping oggi è questo. Non vale più la regola:  “Non sono mai stato trovato positivo nonostante i molti controlli, quindi sono pulito”. Ora doparsi è questione di soldi, molti soldi, di accordi, di giochi politici, di fumo, di case farmaceutiche zelanti e soprattutto di incapacità di arginare e contenere il problema, forse perchè il problema è ormai diventato troppo grande e ingombrante per poterlo risolvere.

Armstrong si è infilato nelle pieghe del sistema e lo ha fatto rendere al massimo a suo vantaggio. Per me rimarrà il più grande bluff sportivo di sempre, anche se non sarà possibile dimostrarlo concretamente. Quello che conta però non sono solo i 7 Tour, come continua a recitare il suo mentore Bruyneel (che probabilmente gli verranno tolti) ma anche l’immagine che lascerà di sè agli appassionati: un grande e arrogante imbroglione.

Armstrong: la fine del mito

Lance Armstrong ha rinunciato a difendersi contro le accuse mossegli dall’Usada, l’agenzia antidoping americana. Per chi avesse perso tutte le tappe della vicenda può trovare un riassunto qui.

Probabilmente il 7 volte vincitore del Tour de France vedrà revocate le sue vittorie e squalificato a vita, ma certamente non dovrà restituire i soldi e la fama guadagnata in questi decenni. E’ sicuramente la pagina più triste di tutto il mondo dello sport, non solo del ciclismo, e testimonia l’impotenza in cui versa la lotta al doping. Troppo impari la battaglia e troppo alti gli interessi che ruotano intorno ai successi “pompati”.

Io non sono per la liberalizzazione del doping, ma le squalifiche devono essere combinate in tempi brevi e su basi certe e inconfutabili. Già con il caso Contador si era giunti al ridicolo,dopo 18 mesi di attesa, per non parlare dell’arzigogolato giudizio nei confronti di Pellizzotti per le fumose vicende del passaporto biologico. Ora con il texano siamo al ridicolo. Di questo passo potrebbero riesumare Binda per appurare se i suoi successi sono stati adulterati con salame o vino rosso.

Meglio lasciar perdere. O hai gli strumenti per pizzicare e condannare subito i colpevoli, oppure non ne vale la pena. Ne va della credibilità non solo dello sport, ma anche dell’antidoping così come è concepito oggi. Tristemente chapeau!

 

 

 

Diamo i voti al Tour

Sagan voto 10: il vero fenomeno del Tour, l’unico che ha dato spettacolo. Forte negli arrivi sugli strappi e anche in volata di gruppo. Strameritata la sua maglia verde. Alla sua prima esperienza in terra francese torna a casa con 3 vittorie. Astro nascente.

Wiggins, Froome e Sky voto 9: semplicemente perfetti e inattaccabili. Il percorso era disegnato su misura per loro e si sono fatti trovare preparati. Non hanno concesso nulla ma hanno disposto in lungo e in largo della corsa, quasi a farla diventare noiosa e scontata. I nuovi postini.

Nibali voto 8.5: l’unico a provarci e a cercare di far saltare il banco, ma il percorso non era congeniale a lui e 100 km a cronometro erano troppi per tutti, tranne che per la coppia inglese. Ha corso con intelligenza e maturità, ben guidato e supportato da Basso (voto 6.5). Si dice che l’anno prossimo ci saranno più salite (bisogna vedere come le mettono però), ma ci saranno anche Contador e il giovane Shrek. Promessa mantenuta.

Pinot, Van Garderen e la linea verde voto 7.5: si sono messi in luce molti giovani che fanno ben sperare per il futuro, ma purtroppo non sono italiani. L’unico giovane italiano forte (Moreno Moser voto 8) non è stato selezionato per l’olimpiade e non se ne capisce il motivo. (Bettini voto 4: ottimo corridore, pessimo ct)

Evans voto 6.5: forse neanche un super-Cadel avrebbe scardinato la corazzata Sky, ma almeno avrebbe potuto aiutare Nibali a creare più scompiglio. Si è difeso con onore, come ha potuto, con la sua solita grinta e classe. Signore della bici.

Gilbert voto 4: continua l’involuzione ciclistica dell’ex fenomeno del 2011. E’ passato da vincere tutto e non vincere nulla. A questo punto non può essere solo questione di forma. Ex-campione

Percorso del Tour 2: difficile fare peggio di così, con troppa cronometro, poche montagne e in più disposte male. Il risultato è stata una corsa noiosa, scontata e prevedibile, non il miglior biglietto da visita per la gara più seguita al mondo. Ma il Tour se lo può permettere, anche perchè le critiche gli rimbalzano addosso. Comandano loro il ciclismo e in fondo fanno bene a fare quello che gli pare. L’anno prossimo si spera in un percorso degno del centenario, anche perchè per fare meglio di quest’anno ci vuole poco. Noia mortale

L’idiota delle puntine sv: giustamente criticato da tutti per il suo gesto, bisognerebbe capire i motivi che lo hanno portato a questa scelta. Magari era uno spettatore annoiato, che stanco di non veder succedere nulla, ha cercato a modo suo di vivacizzare la corsa (in effetti quella tappa è stata tra le più movimentate). Magari gli organizzatori del Tour potrebbero rifletterci sopra.. magari..

Ops Frank Schleck!

Il meno giovane dei fratelli Shrek è stato pizzicato al Tour per la presenza di un diuretico all’esame antidoping. In sè non è una positività, ma si sa che i diuretici servono come coprente per i farmaci dopanti (in alternativa non si capisce perchè debba farne uso). Mi vengono da fare due considerazioni.

La prima è che al Tour non si riesce a beccare qualcuno di positivo, al massimo appunto si riesce a individuare la presenza di un prodotto collaterale. Questo la dice lunga sull’effettiva efficacia dei controlli antidoping francesi.

La seconda è che nonostante lo Shrek meno nobile faccia uso di sostanze dopanti (non mi pare che ci siano dubbi al riguardo), i suoi risultati siano pressocchè nulli. Quindi vale la teoria che i valori assoluti di un ciclista rimangano inalterati: la classe e il talento non si possono “adulterare”.

Considerazione finale: la Radioshack farebbe bene a chiudere baracca, visto che il suo mentore, il borioso e arrogante Johan Bruyneel, è indagato e inseguito in mezza Europa dall’Usada per l’affaire Armstrong. Con i fratelli Shrek praticamente inesistenti in questo 2012 e con il solo Cancellara a ottenere qualche risultato, hanno pensato di lasciare a casa dal Tour Jakob Fuglsang, l’unico che poteva dire la sua in una corsa di tre settimane. Complimenti!