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It's not over till it's over


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Euganei 116

mte cinto 124Oggi le gambe sembravano non girare molto, complici le ferie e qualche stravizio enologico a tavola. Così sono andato di conserva, facendo su e giu tra le varie cotes euganee. Man mano che passavano i km le gambe rispondevano sempre meglio, così alla fine ho deciso di osare un pò, salendo a Rovolon per poi deviare verso Castelnuovo e il Monte Venda. Ne è uscito un bel giro, che mi ha rimesso un pò in carreggiata e mi fa guardare con ottimismo (meteo permettendo) al mese di Giugno che sta per arrivare.

Arquà-Monselice-Baone-Monte Gemola-Valnogaredo-Bocconsei-Bagnara Alta-Rovolon-Castelnuovo-Venda


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Northwave Extreme White Black

Extreme_80161016_51Ho sempre avuto una predilezione per le scarpe sportive bianche e quelle da bici non potevano essere diverse. A dire il vero non sopporto proprio il nero (sia scarpe che calzini) anche se qualcuno continua a pensare che il suo gusto retrò possa tornare di moda (vedi Nibali). Dopo aver lasciato Sidi per i noti problemi di pianta stretta, sono passato a Diadora (che avevo usato per prime tanti anni fa, prese in prestito da mio papà) che mi ha lasciato molto soddisfatto negli ultimi tre anni.

Ora comincio a guardarmi un pò in giro e tra le papabili per il mio piede lungo e largo ci sono Northwave, Gaerne, Diadora e S-Works. Direi che da un punto di vista prettamente estetico, le prime sopravanzano tutte le altre. Non resta che provarle e vedere come mi stanno.


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Il sorriso del ciclista

Man riding bicycle on street, low section

Oggi ho rischiato uno scontro fortuito con un altro ciclista. Non era chiaro di chi fosse la “colpa”, ma la prima reazione (di entrambi) è stata: “Scusa!”. Nella stessa situazione, tra due automobilisti, sarebbero sicuramente volati insulti e offese gratuiti. Così mi è tornato in mente questo bel post di qualche anno fa, sempre attuale ovviamente

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Ieri sera distratto da mille pensieri stavo pedalando in centro (in realtà stavo risalendo una via contromano), guardando qua e là in cerca di un negozio che mi interessasse. Poi senza accorgermene, vado a sbattere contro una ragazza in bici, che non mi aveva visto. Mi ha colpito molto la reazione che ne è uscita e ho immaginato cosa sarebbe successo se fossimo stati in macchina.

In macchina saremmo scesi urlando e maledicendo l’altro, accusandolo di non sapere dove va. Avremmo guardato le nostre rispettive auto ammaccate e avremmo cominciato a discutere su di chi era la colpa. Si sarebbe creato un ingorgo dietro di noi, con altri autisti incazzati e affrettati, che non avrebbe fatto altro che far salire la tensione. Le nostre assicurazioni avrebbero gongolato, nel far lievitare le nostre tariffe RCAuto, oppure qualche carrozziere solerte avrebbe fatto una super-cresta, su un lavoretto da pochi euro. Saremmo arrivati…

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Berici 107

Vincent_van_Gogh_-_Wheatfield_Under_Thunderclouds_-_VGM_F778Con la splendida giornata di primavera di oggi, era il giorno giusto per andare verso i Berici.Le gambe hanno girato subito rotonde e leggere, però in questa prima parte di stagione, c’è sempre l’incognita di rimanere senza benzina. Sono salito da Barbarano verso la dorsale berica, (visto che a Toara stanno rifacendo la strada e ne avranno per un bel pò) poi al primo scollinamento ho svoltato a sinistra e proseguito verso il bellissimo pianoro di Pozzolo. In alternativa si potrebbe salire anche dalle Mandolare, ma le pendenze sono un pò più proibitive.

Sceso a Grancona, sono risalito verso Bocca d’Ascesa per poi proseguire verso San Vito e la sua fresca fontana. Dal San Gottardo poi mi sono inoltrato per stradine poco trafficate per sbucare poi a San Giovanni in Monte e poi in picchiata verso Nanto. Ultimo strappetto verso Rovolon e poi verso casa.

Purtroppo questa settimana e la prossima è previsto un deciso peggioramento del meteo (classico tempo da metà maggio), quindi vedremo quello che si potrà fare tra un acquazzone e l’altro.

Mossano-Pozzolo-San Vito-Rovolon


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Lo sport è doping

1844272-38882671-2560-1440Letto in due giorni, tutto d’un fiato (molto ben scritto da Alessandra Carati tra l’altro). Mi ha fatto ripercorrere alcuni eventi sportivi del recente passato, confermando la mia idea sul doping nello sport professionistico (e pure amatoriale). Esiste un muro di omertà che nessuno vuole abbattere, perché il carrozzone deve continuare il suo circo e dove la maggior parte hanno interesse a tenere la bocca chiusa, per continuare a mangiare e guadagnare.

I poveri sfortunati che vengono pizzicati non possono parlare e anche se lo fanno trovano l’opposizione dell’ambiente che li addita come poveri pazzi, alla ricerca di un facile guadagno o di effimera popolarità.

Ci sono state tante frasi significative che ho letto nel libro-verità di Di Luca. La più significativa: “La verità è che tutti si dopano e tutti lo rifarebbero. Ma come si fa a dire la verità e essere credibile? La verità per la società è inaccettabile”

Ma la parte che mi ha colpito di più sta nelle ultime pagine, una vera definizione di doping nel mondo dello sport: “Il doping è ben lontano da essere l’azione sconsiderata e folle di un singolo che vuole migliorare la sua prestazione. E il fenomeno non è italiano o europeo, è mondiale, così come lo è lo sport di vertice. E’ un sistema organizzato, strutturato, a livello logistico e operativo, che garantisce modi e possibilità di accesso al doping, protezioni per alcuni soggetti e non per altri, supporto legale e scientifico per far fronte a un’eventuale positività, e infine media compiacenti per far superare la crisi d’immagine post-positività ed essere di nuovo accolti nella grande famiglia. La lotta all’antidoping sarebbe così facile da fare: si obbligano le case farmaceutiche a mettere un tracciante nei prodotti. Basta, finito tutto”


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Festival in bicicletta a Verona

slider_1920x1266Dal 1 all’8 Maggio a Verona, otto giorni cuciti addosso a una sola protagonista: la bicicletta. Festival in bicicletta si presenta come un evento per tutti: famiglie, bambini, appassionati, studenti, tra sport, cultura, divertimento, mobilità e vita quotidiana. 8 giorni per sensibilizzare ulteriormente le persone verso la bici come strumento di mobilità urbana, salute e rispetto per l’ambiente.

Ancora una volta Verona si distingue da Padova, per la sensibilità verso la mobilità sostenibile e l’utilizzo dei mezzi alternativi all’auto, quali la bicicletta. Dopo aver perso Expobici (a favore della ben più organizzata e strutturata Cosmobike in fiera a Verona) sembrava che la giunta comunale patavina volesse rilanciare, per dimostrare il suo attaccamento alla bici in tutte le sue forme. Invece il sindaco Bitonci si è rivelato solo un venditore di fumo, tanto che gli investimenti e gli ultimi orientamenti del consiglio comunale, vanno verso la riapertura al traffico dei centri pedonalizzati (vedi via San Francesco), l’apertura di nuovi parcheggi (con conseguente riduzione di aree verdi e alberi sani) e un sempre minor interesse verso la mobilità urbana (se non quella su quattro ruote individuale). Come dire che mentre tutto il mondo viaggia verso il terzo millennio, qui a Padova si ragiona ancora come negli anni ’60.

 

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