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It's not over till it's over

Il codice della strada è un’opinione?

2 commenti

Tra i vari blog che mi è capitato di leggere in queste ore si sono levate più voci di accusa nei confronti dei ciclisti, colpevoli di infrangere il codice della strada con comportamenti pericolosi, che sono poi causa di incidenti mortali (a detta degli automobilisti ovviamente).

Sapevo che la tragedia di Lamezia avrebbe preso questa piega. Non bastava il fantasioso codice della strada che quasi equipara le bici alle auto (una bici lanciata alla folle velocità di 15kmh può causare gli stessi danni di un auto alla velocità di crociera di 80kmh.. per non parlare del tasso alcolemico che può giustificare il ritiro della patente del ciclista).

Nessuno vuole togliere le responsabilità dei velocipedi, intendiamoci. Io stesso non sopporto l’idea di viaggiare in bici in doppia fila (lo lascio fare alla Liquigas alla cronosquadre del Giro..). Però l’atteggiamento di dito puntato contro l’altro è spesso miope nei propri confronti ed è il primo passa verso l’immobilità e la mancanza di risoluzione condivisa dei problemi. Bisogna sempre ricordarsi che la mano che ha un dito puntato verso un altro, ha tre dita della stessa mano puntate verso di noi.

Vorrei ricordare la PRIMA causa degli incidenti stradali: la velocità.

Dei signori automobilisti che si ergono a giudici supremi nonchè accusatori nei confronti degli eco-ciclisti, vorrei sapere quanti rispettano il limite di velocità. Quanti? Forza.. su le mani!.. Beh?.. Nessuno? Molto bene.

Allora chiariamo il primo punto, novelli Alonso e Vettel delle nostre strade: i limiti di velocità non vengono mai rispettati, prima regola fondamentale per salvaguardare la propria e altrui salute. Il limite di velocità in Italia è un optional: si c’è  è vero, però sono tollerati 10kmh in più.. però fino a 40 kmh sopra il limite non c’è il ritiro della patente e via di questo passo. Questo atteggiamento permissivista e buonista (tipicamente italiano) non fa che creare interpretazioni e libertà varie che nuociono al rispetto delle regole (in Italia una chimera ormai consolidata).

Di sicuro se il Mercedes in questione avesse viaggiato rispettando i limiti di velocità, invece che una mattanza di vite umane avrebbe fatto solo qualche danno. Ma è più importante sottolineare che l’autista era marocchino, o che i ciclisti viaggiassero appaiati, oppure è altrettanto importante che il mercato dell’auto chiuda sempre in positivo, tralasciando un particolare importante: ha senso continuare a produrre macchine che sfrecciano oltre i 200kmh quando il limite è 130? Diamo allora un’occhiata al codice della strada, tanto caro ai solerti automobilisti.

1.E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione.

2. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmenet l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

3. In particolare il conducente deve regolare la velocità nei tratti di strada a visibilità limitata, nelle curve, in prossimità delle intersezioni e delle scuole o di altri luoghi frequentati da fanciulli indicati dagli appositi segnali, nelle forti discese, nei passaggi stretti e ingombranti, nelle ore notturne, nei casi di insufficiente visibilità per condizioni atmosferiche o per altre cause, nell’attraversamento degli abitati o comunque nei tratti di strada fiancheggiati dagli edifici.

Parafrasando un pezzo del recente articolo di Paolo Rumiz appena postato: “All’estero gli italiani li riconosci da una cosa: sono gli unici che ringraziano se li lasci passare sulle strisce pedonali. Il motivo è che sembra loro impossibile che tu riconosca quel diritto. Forse non sanno nemmeno di averlo. Abbiamo ancora tanta strada da fare.”

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

2 thoughts on “Il codice della strada è un’opinione?

  1. Sagge parole.
    Solo un piccolo aneddoto: abito da due mesi in Trentino e con timidezza mi sono abituato al rispetto dei pedoni che attraversano le strisce, buona prassi in questa parte di Nord Europa finita chissà come in terra italica.
    Auguro anche al resto del paese di trovare un po’ di buon senso (o meglio senzo, come dicono i valligiani..).

  2. “Il codice della strada è unopinione? | 3426” ended up
    being a extremely good blog, . Keep writing and I’m going to keep browsing! Many thanks ,Janie

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