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It's not over till it's over

Alessandra De Stefano ci illumina su come non si deve correre in bici

7 commenti

Dopo un Tour passato in maniera abbastanza tranquilla, vista la latitanza della famiglia Leopard, tra ieri e oggi, Alessandra De Stefano, a grande richiesta, è tornata prepotentemente alla ribalta, regalandoci un paio di perle degne della sua fama mediatica.

Ieri nella tappa del Galibier, alla vista della fuga del suo ex-pupillo (dice lei) ha cominciato a descriverne i tratti somatici, in maniera che neanche un chirurgo plastico potrebbe fare, e poi ha strabiliato tutti, annunciando una particolare esultanza (che poi non si è vista) che il lussemburghese avrebbe avuto al traguardo. Come sempre deve far credere di saperne più degli altri, ma spesso (nel suo caso) la sua pre-veggenza e saccenza non viene quasi mai confermata dai fatti.

Un’altra cosa che ho notato è che esordisce sempre all’inizio della telecronaca (verso le 14.30 in pieno pomeriggio canicolare estivo) con un “Buonasera”, forse perchè magari pensa di avere un fuso orario diverso dall’Italia, o perchè magari è tarata sui servizi televisivi che poi vanno in onda effettivamente negli speciali serali.

Ma il colpo da maestro è stato oggi, quando ha continuato a difendere strenuamente la condotta di gara di T-Voeckler, che era follemente scattato per seguire Contador e Shrek, ma trovatosi poi a mezza via, ha pensato di continuare a tirare come un pazzo, invece che aspettare la sua squadra che lo seguiva a 1 minuto. La nostra Alessandra reginetta del ciclismo, ha definito poetica e romantica l’azione del francese, ma per fortuna Cassani-Pancani l’hanno riportata sulla terra, dimostrando ancora una volta la loro lucidità e preparazione.

Il risultato è stato che l’ex maglia gialla sull’ultima salita ha preso una bambola totale, che lo ha relegato a oltre 3′ dal vincitore. Se avesse usato la testa invece che solo le gambe (come ha fatto Evans) magari avrebbe limitato il distacco finale, e domani avrebbe potuto almeno giocarsi il podio. Certo la gente vuole vedere il coraggio e lo spettacolo, però non per questo magari Cavendish deve scattare in salita per provare a prender la maglia a pois: infatti il pubblico apprezza anche l’intelligenza del corridore e non solo l’espressione della forza fisica.

Cosa che deve aver capito anche la nostra Alessandra che, notata la malparata, ha ammesso che la parte tecnica del ciclismo è di competenza del duo Cassani-Pancani, mentre a lei resta la parte romantica. E’ la prima cosa sensata che le sento dire, e per la prima volta oggi mi sono trovato d’accordo con lei. Però non vorrei mai diventasse un’abitudine..

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

7 thoughts on “Alessandra De Stefano ci illumina su come non si deve correre in bici

  1. Sì, Filippo, concordo pienamente: Voeckler ha fatto una figura patetica, come quella che la sua Ammiratrice italiana fa un giorno sì e uno no. Infatti, forse aizzato dalla Tv francese (hai visto come si mette in mostra davanti alla telecamera?), si è incaponito a tenersi la maglia gialla anche quando era una impresa impossibile. Come il bambino che ha avuto il giocattolo e non vuole restituirlo. Durante la gara borbotta, si lamenta, tira fuori la lingua, si alza sui pedali senza motivo, chiede apporto di altre squadre, si massaggia le gambe, sgrida i suoi (tutto davanti al cameraman in moto). Poi va a finire nel cortile di una casa, lo si vede barcollare sulla bici, pendolare a destra e sinistra, sembra una caricatura. Lodevole la sua resistenza, certo, ma ridicolo da morire! Lo ricorderò solo per farmi quattro risate con i miei amici.

    • Veramente patetico, oltre che ridicolo. E aggiungerei anche francese esibizionista del cazzo, che se la tira fino a rompersela, senza averne i meriti. Vuoi mettere la signorilità dei campioni del calibro di Evans, Sanchez e Contador?
      Un simile personaggio non poteva che piacere e diventare l’idolo della finta esperta di ciclismo Alessandra.
      Su una cosa però non concordo con te caro Vittorio: la nostra cara Ammiratrice finta giornalista italiana la figura patetica la fa un giorno si.. e uno anche..;)

  2. Sì, non volevo essere troppo crudele…. Anche oggi ha sfoderato le sue tristi banalità, “correre contro il cronometro” è terribile, “si è soli”, e “la folla capisce che stavolta deve lasciar spazio ai corridori” (Scemata, la strada era larga, e comunque appena è diventata stretta c’erano i soliti davanti e addosso), tutto detto con tono da tragedia greca. Non ho visto le interviste dopo-gara perché ho spento. Ciao.

  3. Ciao Filippo ti scrivo per ricordare due perle non ancora citate: nella tappa del Galibier, quando è scattato Andy Schleck, Pancani e Cassani hanno giustamente lodato quell’azione ma criticato la strategia usata nelle settimane precedenti dai fratelli. E indovina lei cos’ha detto? Che probabilmente avevano fatto apposta a usare una strategia del cavolo, per confondere le acque, proprio in vista di quell’unico scatto.
    E dopo la tappa dell’Alpe d’Huez: “probabilmente in questo tour si batterà il record di 8 secondi di distacco tra lemond e fignon”. Le ultime parole famose.
    peccato aver perso la telecronaca della crono, per caso si è messa a piangere in diretta anche quest’anno? sarebbe stato esilarante… forse riesco a trovare un video da qualche parte…

  4. Grande Ely, la chicca del galibier mi era sfuggita!
    Cmq per fortuna alla fine il giovane leopard non ha vinto, se non ci avrebbe massacrato i maroni per un anno.
    PS: Evans, secondo Madame Vaccate, ha vinto solo perchè ha fatto “la crono della vita”.. come se le altre crono fosse andato piano o se per il resto del tour non avesse fatto nulla se non arrivare alla crono..

  5. sono piegato in due dal ridere. anche io adoro le sue perle, a volte quasi pare commossa quando commenta, tipo la tappa finale del tour.

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