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It's not over till it's over

Le classiche morte

1 commento

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Si chiude tristemente il mese delle classiche di Aprile, senza un acuto da parte degli italiani (non una novità) e con la sensazione di aver assistito a uno spettacolo mediocre. Penso che buona parte della responsabilità sia da addebitare alla moda che ha preso piede negli ultimi anni, di stravolgere gli storici tracciati delle corse monumento, ignorandone poi il reale motivo.

Si era cominciato con il Fiandre, orfano del mito del muro del Grammont, sostituito da un ottovolante più simile a una corsa di paese tra Quaremont e Patterberg. Si è continuato con la Amstel, spostando l’arrivo 2 km dopo il muro del Cauberg, ma soprattutto allontanando dal traguardo il Keutenberg.

E finiamo con la Liegi, orfana della salita che aveva fatto spettacolo e selezione negli ultimi anni (Roche au Facons), sostituita da una rampa più morbida e pedalabile (Cote de Colonster). Il risultato è stata una corsa noiosa e immobile fino ai  piedi del Saint Nicolas (una specie di Poggio per la Sanremo a questo punto), dove solo negli ultimi 7 km si è visto un pò di corsa vera.

In un ciclismo ormai ai limiti della credibilità e dello sfascio, quasi morto e sepolto sotto le bordate del doping, la sola cosa che resiste è la passione dei tifosi a bordo strada e a casa, che attendono per 12 mesi, le loro strade e i loro riferimenti, quelli che hanno fatto la storia e la leggenda di questo sport.

Speriamo non facciano morire anche l’ultimo barlume che tiene vivo questo martoriato sport, magari spostando l’arrivo del Lombardia alla Malpensa o quello del Giro d’Italia in un centro commerciale.

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Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

One thought on “Le classiche morte

  1. Hai perfettamente ragione .

    Ciro

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