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It's not over till it's over

Il Giro visto dai ciclisti

1 Commento

bici_in_aereo

Che il Giro d’Italia fosse disegnato male non era un segreto. Ne avevo già parlato dopo la presentazione ponendo l’attenzione proprio sui lunghi trasferimenti tra una tappa e l’altra.

Questa è la mail scritta da un partecipante del Giro, dopo la prima settimana di corsa:

«Ciao, spero che qualcuno degli organizzatori del Giro oggi legga il vostro blog. Vorrei che voi deste spazio al grandissimo disagio che viviamo quotidianamente assieme gli staff delle nostre squadre per la questione dei trasferimenti prima e dopo ogni tappa. Partendo da un presupposto: ci sembra che oggi a Pescara abbiamo fatto il dovere di atleti, onorando lo straordinario pubblico abruzzese.

Così abbiamo fatto e faremo fino a Brescia. Ti sembra normale ed accettabile da uomini dotati di buon senso che, per esempio, adesso che sono le ore 19,30 e siamo ancora a 120 km da Pesaro, dove è il nostro hotelFai un rapido calcolo e capirai che, dopo un meritato e necessario massaggio, andremo a cena, se tutto va bene, alle 10 o più tardi. E il tutto dopo quasi cinque ore in bici su e giù per le colline abruzzesi, con un tempo e con strade non proprio da passeggiata. Domenica scorsa abbiamo passato 12 ore sbattuti su bus e traghetti per una corsa di venti minuti a Ischia. Bellissimo, ma dopo due tappe di Giro eravamo stremati. E comunque finora non siamo mai arrivati in hotel prima delle 19-19,30. 

E il bello deve ancora venire…Chissà se gli organizzatori capiranno mai che i protagonisti della loro “corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo” hanno il diritto, oltre che la necessità, di riposarsi il più possibile dopo la gara, per continuare ad essere gli “attori protagonisti” di questo show dove sembra che contino solo gli interessi degli sponsor e gli introiti dei diritti tv e delle sedi di partenza e di arrivo.

Non serve molto, credetemi, basterebbe ragionare un po’ meglio sulla collocazione degli alberghi e, dopo tappe dure come oggi, evitare di farci fare ore di bus. Basterebbe convocare due di noi e ragionare sul percorso finale prima di approvarlo. Possiamo almeno provarci?» (cfr Cycling pro).

Purtroppo la logica del profitto e del guadagno è molto più forte del buon senso e dell’intelligenza. In fondo i corridori sono solo carne da macello per gli organizzatori del Giro. Si possono sbattere a destra e sinistra, ignorando il loro diritto al riposo e al relax post-tappa, a meno che tu non sia un capitano dell’Astana o della Sky, così da poterti permettere un veloce trasferimento in elicottero.

E non è che l’inizio: l’anno prossimo la partenza sarà dall’Irlanda, per toccare poi la Puglia e finire su Alpe d’Huez e poi Zoncolan. Che nessuno si lamenti se poi i big delle due ruote scelgono di non venire a correre in Italia.

 

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

One thought on “Il Giro visto dai ciclisti

  1. Beh vista la presentazione c’era da aspettarselo, il giro è stato tutto spezzettato.
    Una volta si arrivava in una città e d li si ripartiva. Interessi economici, 100 stanze di hotel prenotate ogni notte ???!!!

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