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It's not over till it's over

No al tram di Padova

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2300.1221251996E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Padova ha intenzione di creare una nuova linea del tram, dalla stazione delle ferrovie fino a Voltabarozzo. Ormai si è capito che il tram ha l’unico vantaggio di essere più ecologico del bus, ma sicuramente la sua costruzione-gestione è economicamente in perdita. In più per come lo stanno pensando i cefali del comune, non associa neanche l’unico vantaggio reale che dovrebbe avere un mezzo di trasporto moderno cittadino, cioè la certezza dell’orario di arrivo nella località scelta.

In particolare la terza linea del tram di Padova correrà per un buon 75% sulla stessa corsia delle auto, in quanto non esiste fisicamente lo spazio necessario per creare ad hoc una propria corsia dedicata. Il risultato sarà che il tram sarà comunque imbottigliato nel traffico cittadino, incoraggiando gli utenti a prendere i soliti mezzi personali (auto, moto, bici) per potersi garantire un arrivo in tempi utili.

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Ma il colpo da maestro dei cefali del comune sarà far passare la linea devastando letteralmente il parco dei Platani, una delle poche zone verdi ancora presenti a Padova, nonchè forse l’unica vera pista ciclabile (non quegli aborti di pista-marciapiede che il sindaco di Padova Ivo Rossi insiste a chiamare piste).

Che il traffico e la mobilità siano un problema della città è risaputo, ma non tutte le soluzioni si possono adattare alle varie situazioni. Un mezzo di trasporto che si voglia definire moderno, deve essere economico, verde e soprattutto puntuale e separato dal problema del traffico. A me questo invece sembra dispendioso, lento e soprattutto non rispetta l’ambiente o il poco verde che ancora andrebbe salvaguardato.

Probabilmente il comune ha altri interessi nel promuovere questa terza linea del tram, che secondo me coincidono con quelli delle prime due linee, che già fanno tanto discutere.

 

 

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

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