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It's not over till it's over

Macchine, culo, pioggia e CO2: bla bla car

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homer_sleeping_on_sofa_wallpaper_-_1280x800Tutti a lamentarsi che piove sempre, ma la macchina da sotto il culo (peraltro flaccido) non se la toglie nessuno, con buona pace dell’effetto serra. Qui sotto ho ribloggato l’articolo comparso su bikeitalia, che raccoglie tutte le migliori scuse per non utilizzare la bici. Almeno usassero bla bla car, invece chiaccherano e basta.

“Quando parlo con le altre persone del mio muovermi esclusivamente in bicicletta, molto spesso mi sento rispondere: “Eh, vorrei anche io fare una cosa del genere, hai avuto un bel coraggio. Io non posso perché…”

E qui salta fuori una giustificazione, un motivo qualunque per non cominciare, anche solo per non provarci nemmeno una volta. Queste scuse me le sono segnate e con questo articolo vorrei provare a trovare una soluzione.

Vorrei ma non posso: abito lontano dal lavoro.
In realtà l’idea di “lontano” è una questione soggettiva. Per me i miei 15km di distanza dal lavoro non sono niente, all’inizio a mia moglie (anche lei ormai convertita al bike to work) il suo chilometro di percorrenza sembrava un’infinità. Certo non dico che si debba percorrere una tappa del Giro d’Italia ogni mattina, ma riconsiderare la distanza che intercorre tra la propria abitazione e il posto di lavoro permette di capire quando questa idea sia relativa. Innanzitutto bisogna considerare il tempo effettivo di percorrenza, più che la mera distanza chilometrica. Per percorrere i miei 15km, che si snodano tra i trafficati e ingolfati paesi della Brianza, con l’auto impiego 20 minuti buoni. Con la bici me ne servono 22. Quindi la distanza non è una motivazione valida, perché con la bici impiego solo due minuti in più che con l’auto. Certo, molti possono essere spaventati dal fatto che sia strettamente necessario essere allenati e in forma per affrontare il percorso casa-lavoro in bici. Citando il poeta spagnolo Antonio Machado, posso affermare che “il cammino si fa camminando”, cioè sarà lo stesso percorso, ripetuto giorno dopo giorno, ad allenarci e a consentirci di percorrerlo più agevolmente.

Vorrei ma non posso: dove vivo io è troppo pericoloso.
L’idea che la bicicletta sia pericolosa è radicato nella testa di molti. Il mito della bici pericolosa è stato smentito da uno studio inglese, che in un anno ha monitorato la vita dei sudditi di Sua maestà e ha notato una cosa quasi buffa. Primo: il numero di incidenti mortali con protagonisti i mezzi motorizzati era notevolmente maggiore rispetto a quelli che vedevano coinvolte le biciclette ma è anche emerso che sono molte di più le persone che muoiono perché scivolano sulle scale di casa che i ciclisti per strada. Eppure nessuno dice “non faccio le scale perché è pericoloso”.

Vorrei ma non posso: e quando piove come faccio?
L’idea di prendere l’acqua mentre si va al lavoro è un forte deterrente all’uso della bicicletta. Sono molte anche le persone che conosco che quando piove parcheggiano la bici e salgono in auto. Eppure proteggersi dalla pioggia è semplice e poco costoso. Molte ditte di abbigliamento sportivo hanno creato linee apposite per il ciclismo urbano, dove i vantaggi dei capi tecnici si uniscono all’estetica e al gusto. Acquistare una giacca impermeabile, un paio di pantaloni antipioggia e dei soprascarpe in silicone è una spesa che può variare dai 40 ai 70€, in base alle preferenze. Si tratta di capi che possono essere piegati o arrotolati senza che si stropiccino, per cui possono essere riposti in una borsa per biciclette. C’è anche da ricordare che quando piove il traffico aumenta in maniera esponenziale. Le auto sono molte di più per strada, per cui ci si impiega un tempo maggiore usando l’auto, mentre manterrete le stesse tempistiche usando la bici.

Vorrei ma non posso: io sudo troppo.
Nell’immaginario comune chi si muove in bici arriva a destinazione in un bagno di sudore, con i vestiti madidi e l’odore di caprone. In realtà le cose sono un po’ diverse (dipende dalla lunghezza del tracciato, dall’intensità della pedalata, dalla temperatura ambientale) ma combattere il sudore è facile ed economico. Io lavoro in un ufficio (faccio il disegnatore meccanico), per me è vitale essere a posto quando comincio a lavorare. Da quando ho deciso di andare al lavoro in bici, nel bagno del mio ufficio c’è un beauty-case dotato di: saponetta, crema corpo, crema viso, deodorante, pettine, asciugamano grande e asciugamano piccolo. Quando arrivo mi ficco in bagno, mi cambio l’intimo (io giro con il fondello da ciclista), mi lavo faccia, collo e ascelle, mi asciugo, mi spalmo e mi spruzzo il deodorante. Infine indosso i vestiti puliti e mi pettino. Et voilà, più fresco di una rosa. Tempo richiesto: dai cinque ai dieci minuti.

Vorrei ma non posso: saranno trent’anni che non uso la bici.
Quante volte ci viene da dire, descrivendo una cosa che una volta imparata non si scorda più, “è come andare in bicicletta”? Infatti nessuno dimentica come si fa ad andarci, anche dopo parecchio tempo. Eppure molti sono scoraggiati dal fatto di non aver usato la bici per parecchio tempo, addirittura da quando avevano quattordici anni e si sono potuti permettere il motorino. Altri invece sono spaventati dall’idea che per recarsi al lavoro in bici si debba essere dei ciclisti allenati. In realtà l’allenamento serve se si deve andare forte, spingere sempre anche in piano perché ogni secondo conta. Se invece il vostro intento è quello di recarvi al lavoro, potete farlo all’andatura che preferite, senza forzare. Inoltre le fermate agli stop o ai semafori vi daranno il tempo di rifiatare e idratarvi. Cominciate con piccoli giri vicino a casa, di qualche minuto, per prendere confidenza con il mezzo. Poi allungate il giro. Infine provate, magari i primi giorni sarete stanchi ma poi la vostra soglia di resistenza aumenterà.

Vorrei ma non posso: io soffro di…
E qui giù un elenco di malattie infinito che va dal raffreddore al fuoco di Sant’Antonio. Precisiamo una cosa: a meno che non soffriate di qualche particolare disturbo alla schiena o alle articolazioni, la bicicletta è un toccasana. Soffrite d’ipertensione arteriosa? Il lavoro aerobico della bicicletta vi permetterà di allenare il cuore, ingrosserà le vostre vene e ossigenerà meglio il sangue. Siete in sovrappeso? Niente di meglio, la bicicletta è uno sport a basso impatto, perché i colpi vengono scaricati sulla bici e non sulle vostre articolazioni, a differenza della corsa. E fa dimagrire. Soffrite di depressione, di stanchezza cronica, di attacchi di panico? Lo sapete che con l’esercizio fisico si raggiunge uno stato di benessere generale che influenza anche la mente, poiché mens sana in corpore sano? Nemmeno il diabete può fermarvi, perché il leggero esercizio fisico permette di tenere sotto controllo la glicemia. Dunque basta scuse.

Vorrei ma non posso: e con i figli come faccio?
Partiamo da un presupposto che forse ci siamo dimenticati: non è scritto da nessuna parte che i figli vadano accompagnati a scuola con il SUV fino a sotto l’ingresso, altrimenti prendono freddo, pora stella. A meno che vostro figlio non sia appena nato, basterà un seggiolino montato sulla bici per portarlo all’asilo, a scuola, dai nonni. Inoltre ricordatevi una cosa: i bambini guardano e ripetono quelli che i loro genitori fanno. Se sarete dei genitori attivi, darete il buon esempio ai vostri figli, che saranno meno propensi a passare la vita sullo smartphone o a guardare Peppa Pig. Inoltre insegnerete loro la cultura della bicicletta, con tutto quello che ne consegue. E non c’è niente di più bello che andare in giro tutti in bicicletta, sono momenti che uniscono la famiglia più di qualsiasi vacanza.

Vorrei ma non posso: mah, non so se si risparmi così tanto.
Ultima scusa, dopo averle abbattute tutte: la bici non è così economica, anzi, andare in auto non è così dispendioso come voglio far apparire. Per confutare quest’idea parlerò di me stesso, senza tirare fuori statistiche stantie e incomprensibili. Io e mia moglie siamo una coppia di ventinovenni con due redditi sui mille euro ciascuno. Abbiamo una sola auto, che condividiamo. Entrambi andiamo al lavoro in bici. Mantenere la nostra auto ci costa 900€ di assicurazione, 150€ di bollo, 65€ di revisione, 100€ di eventuali tagliandi annui. Il totale è 1215€ annui. Manca il costo della benzina, contenuto poiché la usiamo poco. Potremmo stimarlo sui cento euro al mese, quindi il totale diventa 2215€ annui. Le nostre bici ci costano 100€ anno di manutenzioni, anzi solo di eventuali ricambi, perché gli interventi sono perfettamente in grado di farli io. Quindi, il fatto di avere un’auto in meno, ci permette di risparmiare 2115€ annuo, ovvero un terzo del nostro mutuo. Scusate se è poco”

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

3 thoughts on “Macchine, culo, pioggia e CO2: bla bla car

  1. Pemetto che sono amante della bici e vado al lavoro con questo fantastico mezzo. Nell’articolo, però, ci sono delle cose che mi permetto di contestare:
    – fare 15 km in 22 minuti vuol dire andare ad una media di 40 kmh, hai voglia essere allenato. Sono medie da ciclisti molto più che amatoriali!!
    – in ufficio non servono solo sapone, spazzola, deodorante, ecc. ci vuole anche un guardaroba per vestirsi dopo essersi lavati.
    Tutto questo per dire che, secondo me, ci sono distanze entro le quali andare in bici al lavoro è plausibile, altre per cui la cosa si fa effettivamente difficile.

    Tutto ciò premesso, W la bici anche per andare al lavoro!!

    • Concordo sull’osservazione, anche perchè ammesso che arrivi al lavoro a oltre 30 di media, hai voglia te di sciacquarti solo un attimo e via🙂

  2. L’ha ribloggato su 34×26e ha commentato:

    Sempre attuale purtroppo..

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