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It's not over till it's over

Lo sport è doping

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1844272-38882671-2560-1440Letto in due giorni, tutto d’un fiato (molto ben scritto da Alessandra Carati tra l’altro). Mi ha fatto ripercorrere alcuni eventi sportivi del recente passato, confermando la mia idea sul doping nello sport professionistico (e pure amatoriale). Esiste un muro di omertà che nessuno vuole abbattere, perché il carrozzone deve continuare il suo circo e dove la maggior parte hanno interesse a tenere la bocca chiusa, per continuare a mangiare e guadagnare.

I poveri sfortunati che vengono pizzicati non possono parlare e anche se lo fanno trovano l’opposizione dell’ambiente che li addita come poveri pazzi, alla ricerca di un facile guadagno o di effimera popolarità.

Ci sono state tante frasi significative che ho letto nel libro-verità di Di Luca. La più significativa: “La verità è che tutti si dopano e tutti lo rifarebbero. Ma come si fa a dire la verità e essere credibile? La verità per la società è inaccettabile”

Ma la parte che mi ha colpito di più sta nelle ultime pagine, una vera definizione di doping nel mondo dello sport: “Il doping è ben lontano da essere l’azione sconsiderata e folle di un singolo che vuole migliorare la sua prestazione. E il fenomeno non è italiano o europeo, è mondiale, così come lo è lo sport di vertice. E’ un sistema organizzato, strutturato, a livello logistico e operativo, che garantisce modi e possibilità di accesso al doping, protezioni per alcuni soggetti e non per altri, supporto legale e scientifico per far fronte a un’eventuale positività, e infine media compiacenti per far superare la crisi d’immagine post-positività ed essere di nuovo accolti nella grande famiglia. La lotta all’antidoping sarebbe così facile da fare: si obbligano le case farmaceutiche a mettere un tracciante nei prodotti. Basta, finito tutto”

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

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