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It's not over till it's over

Manghen e Rombo sempre nel cuore

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manghen 2010Ogni ciclista ha la sua salita preferita, quella che ha fatto più volte di tutti o che lo mette in crisi ogni volta. Io ne ho due a cui sono affezionato, diverse ma anche molto simili. Una è il passo Manghen da Borgo Valsugana e l’altra è il passo del Rombo o Timmelsjoch Hochalpenstrasse da San Leonardo in Passiria.

Ho affrontato il Manghen per la prima volta nel 1994, con la bici in acciaio di mio pà, in compagnia di quattro amici, un pò incoscienti come me. Poi un lungo passaggio fino al 2001-2002, con la mia prima bici, sempre in acciaio. Altro giro, altra corsa, altro regalo nel 2005-2006, per concludere con l’ultima ascesa nel 2010, a fine agosto, con una temperatura già autunnale. Non ci sono salito nell’anno di grazia 2011, forse l’unico momento dove non avrei patito il duro finale. Totale 6 ascese.

manghenIl Manghen mi ha sempre messo in difficoltà. Salita abbastanza lunga, dove è bene tenersi sempre qualcosa in tasca, perchè negli ultimi 9.5 km (da Valtrighetta in poi) non molla più: stabile sopra il 10%. In questo assomiglia al Rombo, che è un pò più lunga, con un tratto centrale dove poter recuperare, ma che negli ultimi 9 km (anche qui) non ti dà respiro.

rombo 2002

romboIl passo del Rombo è molto più suggestivo, perchè arriva più in alto, sconfina in Austria e ha dei paesaggi molto più spettacolari (oltre che essere più lontano da raggiungere). L’ho affrontato per la prima volta nel 2002, per poi salirci con una certa regolarità nel 2007, 2011 e 2015. Di questa ascesa ricordo sempre le difficoltà degli ultimi duri km, anche se con il passare degli anni vengono addolcite dall’oblio della memoria. Totale 4 ascese.

rombo5Ora è tempo di tornare a calcare le strade del lupo della Sportful, per ricordare quand’ero più spensierato e un pò più incosciente. Forse ero meno preparato fisicamente e mentalmente, ma ero anche molto più giovane. Quest’anno si torna sul mio primo 2000, quello che mi è sempre rimasto nel cuore.

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

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