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It's not over till it's over

Il Tour della noia

2 commenti

E’ stato il Tour più noioso degli ultimi 20 anni, e forse anche di più. Elettroencefalogramma piatto dal punto di vista emozioni, scatti, tattica di corsa, sorprese. Partecipanti anonimi, scialbi, quasi come paracarri piantati lungo le salite-autostrade della corsa più “importante” del mondo (??).  Se a un certo punto in classifica, dopo il Lance inglese, c’erano Mollema e Yates, e poi ancora Bardet e un inchiodatissimo Quintana, penso che il livello medio della corsa sia stato molto basso.

Tutti arroccati a difendere i loro punticini UCI, con la sola eccezione dei due Astana-boys, Nibali e Aru, che hanno provato a modo loro a risvegliare i dinosauri addormentati della corsa (e gli spettatori davanti alla tv). Anche la solita sceneggiata dello champagne bevuto nella tappa-farsa-passerella di Parigi, ormai ha stancato: ad uso e consumo dei soli partecipanti, mentre noi a casa sprofondati sul divano con la bava sul cuscino, in attesa di essere risvegliati dalla volata finale.

L’unica emozione degna di nota è stata la tappa del Ventoux, con la caduta e la rincorsa a piedi di Vroome, che gli organizzatori hanno pensato bene di cancellare, inventandosi a piè pari dei nuovi regolamenti ad hoc, per difendere la loro faccia sporca e la figura di merda che avevano fatto di fronte al pianeta delle due ruote.

Altra (unica) eccezione il campione del mondo Sagan, maglia verde per la quinta volta consecutiva, il solo che corre sempre con il coltello tra i denti, anche a costo di perdere, ma sempre con l’intenzione di fare spettacolo per strada.

Sicuramente il tanto bistrattato Giro era stato più emozionante, con le roi Nibali autore di una rimonta che aveva appassionato anche gli ignoranti di ciclismo, come non accadeva dai tempi di Pantani. Peccato che il Giro non se lo caghi nessuno, collocato in un momento della stagione sfortunato, quando tutti si vogliono preparare per fare le belle statuine al presepio francese.

Se questo è il ciclismo, sogni d’oro a tutti. Mi vien da rimpiangere qualche bel caso di doping: almeno lì si ascoltava qualcosa di interessante.

 

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

2 thoughts on “Il Tour della noia

  1. Hai proprio ragione! Qualche sussulto qua e là (aggiungerei il blitz di Bardet in discesa) e poco altro. Il brindisi sulla strada, poi, è stato l’apoteosi delle banalità…
    Il Giro è stato una continua emozione, per gli appassionati e non solo loro.
    Chissà se ASO, conti alla mano, seguirà la strada battuta finora (noia=perdita di ascolti=meno “argent”) o sceglierà di cambiare qualcosa.
    A’ bientòt

    • Preudhomme capo Aso vuole proporre di ridurre a 8 gli uomini per squadra per rilanciare lo spettacolo. Mah.. io proporrei di far correre gli sky in 5 cosi magari le cose sono piu equilibrate! Cmq il tour non cambierà mai. Continueranno a vendere un prodotto scadente e noioso, come la F1..

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