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Vicenza 2020: poco berico, molto politico

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untitledNell’occasione di Cosmobike 2016 è stata presentato il percorso per i mondiali su strada di Vicenza 2020. Al di là delle fumose dichiarazioni di facciata (“tutte le province saranno coinvolte-le partenze delle crono saranno a Padova, Treviso etc-partenza della corsa in linea da piazza San Marco”) i conti si faranno con il percorso elite della domenica, perchè secondo me tutto il resto è solo contorno (juniores, donne, crono etc..).

Da qualche anno a questa parte va di moda la prima parte in linea, che si traduce in un piattone lungo lungo, dove non succede un bel nulla e dove stanno tutti al coperto (per intenderci è impossibile fare la corsa dura). Si entra poi nel circuito finale, ovviamente con un numero super ridotto di giri (6 o 7) e qui con mia immensa delusione ho visto la proposta fatta dal comitato organizzatore.

Vicenza ha la fortuna di essere a ridosso dei colli Berici, quindi c’era la possibilità di inserire salite molto vicine all’arrivo. Poi l’arrivo naturale e destinato era sicuramente il Monte Berico, una sorta di Muro di Huy o di Cauberg, che avrebbe assicurato un finale scoppiettante, degno di una grande classica, come era già stato fatto in occasione del Giro 2015. Invece i geni geo-politici degli organizzatori hanno piazzato la madonna di Monte Berico all’inizio del percorso, per poi inserire un’altra salita (Costacolonna) e piazzare ben 7 km di pianura prima dell’arrivo.

Sicuramente una scelta dettata da ragioni economiche e politiche, ma che poco a che fare con il contenuto tecnico e di spettacolo che un mondiale su strada dovrebbe avere. Nella stragrande maggioranza dei casi i percorsi iridati sono poco selettivi, piazzati in belle città, con begli scorci, ma che alla fine fanno rimanere poco o niente nel cuore degli appassionati.

Per non parlare del bidone Qatar 2016, corso nel sabbione del deserto, dove la maggiore insidia sarà rappresentata “dal caldo e dal vento”. Questo non è ciclismo, non è sport: “è bisiness” (cit. da Il padrino-Don Vito Corleone).

Vicenza aveva una grande occasione: essere ricordata, negli anni, per aver ospitato uno dei mondiali più spettacolari di sempre (tipo Sallanches ’80, Duitama ’95, Mendrisio ’09). Invece sarà il solito spettacolo mediocre: grande, grandissima dilusione.

Autore: Filippo

Quando Marino Basso ha vinto il mondiale di Gap avevo poco più di un mese. Sono ciclista per passione e tradizione di famiglia. Quando esco in bici riesco a non pensare a niente. E' uno stato privilegiato. Di silenzio, pace, serenità. L'unica cosa che riesco a percepire, è il ritmo del mio respiro. Quello che mi fa sentire veramente vivo.

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