34×26

It's not over till it's over


Lascia un commento

Primi Berici

bericiOggi dopo quasi 4 anni sono tornato a uscire finalmente tranquillo, senza il pensiero e l’assillo del lavoro, come facevo appunto molto tempo fa. Me la sono presa con calma, con una bella colazione abbondante (due paninetti, spremuta, caffè e crostata) e poi verso le 8.40 mi sono messo in strada.

La giornata era soleggiata e un po’ velata, ma con una temperatura mite e con poco vento. Dopo la tanta salita del giro di domenica (vedi RVV) mi sono diretto verso i Berici, per la prima volta quest’anno. Ho percorso un lungo tratto della Strada del vino dei colli Berici, da Mossano fino a Castegnero e poi Longare, tra vie secondarie e solitarie, in totale assenza di traffico, raccogliendo anche tante idee per giretti enoturistici futuri (Costalungavini).

Poi ho preso la salita per Villabalzana, bella, di giusta lunghezza e non troppo dura, perfetta per fare la gamba in questo periodo della stagione. Ridisceso a Nanto per la bellissima strada degli ulivi, sono rientrato a Padova per Bastia e Monte Sereo.

Quattro ore di pace e tranquillità per i miei primi 100 km dell’anno.

Mossano-Castegnero-Longare-Villabalzana-Bastia


Lascia un commento

Prima..vera

fiori-di-pescoLa primavera alle porte, il 19 marzo, la Milano-Sanremo. Una volta la classicissima apriva la stagione del ciclismo, ora invece non esiste quasi uno stop, come per quegli amatori che si credono professionisti e che corrono 12 mesi all’anno. Io li compatisco, perché penso siano malati e abbiano perso il gusto e il piacere di andare in bici.

Io invece sono ancora alla vecchia maniera, con una pausa invernale e una lenta ripresa tra febbraio e marzo, come la terra del contadino che ha bisogno del suo riposo. Piano piano riprendo la forma e le soddisfazioni arrivano con la bella stagione.

Ieri ho telefonato a mio pà per fargli gli auguri, ed era in giro per la sua prima uscita stagionale. Qualche impressione, molta fatica e poi via a casa a vedere l’arrivo della Sanremo. Lui mi ha insegnato a non essere schiavo della competizione o dell’obiettivo: la bici è un piacere e deve rimanere tale.

Oggi bel giro intorno ai colli, con qualche sgasata in mezzo ai vari gruppi domenicali e tanti km tra profumi di alberi in fiore che si stanno risvegliando dal torpore invernale.

Albettone-Bocconsei-Cinto-Baone-Monselice

 


2 commenti

Primo battito

910032badd34f8e0a7f21122f2cde25d

Dopo un finale di stagione anticipato e una pausa invernale lunghissima, oggi il mio cuore ha ricominciato a battere su una bici. Tanti pensieri mi hanno avvolto l’animo in questi mesi e non tutti positivi.

Una stanchezza di fondo, soprattutto mentale, accompagnata da un desiderio di tornare a faticare ormai debole e sbiadito. Tutto l’occorrente per lasciarsi andare. Nessun richiamo della foresta quest’anno. Solo un timido eco.

Oggi mi sono ritrovato in strada, a spingere contro il vento, con le gambe imballate e la sensazione di girare in tondo senza avanzare mai. Così la fatica ha preso il sopravvento sulla mente, annebbiandola, trascinandomi in un nirvana di fatica e silenzio.

Voglio ripartire da qui, da quel mulinare silenzioso. Chissà dove mi porterà quest’anno.

1° giro


Lascia un commento

Andare in bici è questione di testa

4503b858372d5822763f4f007c55559eTutto ha bisogno di una motivazione e, aggiungo io, di una certa dose di serenità. Anche fare dello sport, che “sembra” un’attività poco intellettuale, ha bisogno della sua parte di concentrazione e testa. L’avevo percepito l’estate scorsa, quando ad agosto avevo perso la voglia di uscire in bici e avevo chiuso anticipatamente la stagione. L’ho realizzato meglio ora, quando mi sono ritrovato in una situazione emotivamente similare (causa problemi lavorativi).

Di solito a questo punto dell’anno sentivo “il richiamo della foresta” che mi riportava di prepotenza in strada, ma da qualche settimana vedevo tutto obnubilato e grigio. Nessun obiettivo all’orizzonte e zero desiderio di far fatica. Poca stima di me stesso e del mio corpo, attaccato come un naufrago a un pezzo di legno nella tempesta.

Per fortuna qualcosa è cambiato e uno spiraglio si è aperto. D’incanto sono tornato a prepararmi, a voler recuperare il tempo perso, a voler investire e costruire. Tutto è ri-nato dalla testa, dalla motivazione, dall’autostima.

Stamattina, in una giornata piovosa, sono tornato in palestra a pedalare (e domani replicherò). Ho ricominciato a guardare la bici in mansarda, pensando che è ora di farla scendere di un piano e cominciare a prepararla per l’anno nuovo.


Lascia un commento

In bici al lavoro.. si può!

How-to-Bike-to-Work-in-Style-in-BostonLa copertura assicurativa dell’Inail per chi va al lavoro in bicicletta è, da oggi, 2 febbraio 2016, in vigore a tutti gli effetti. Era una legge da tanto attesa da chi ogni giorno usa la bicicletta per andare al lavoro ‘a suo rischio e pericolo’. È stata per anni oggetto di una campagna portata avanti da Fiab.

La norma sull’infortunio in itinere è inserita nel Collegato Ambientale alla legge di stabilità (legge 221 del 28 dicembre 2015) con questa formula, di cui fa sorridere l’anacronismo con cui è battezzata la bicicletta: “L’uso del velocipede, come definito ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, deve, per i positivi riflessi ambientali, intendersi sempre necessitato.”

In quel ‘sempre necessitato’ c’è il senso di una svolta epocale. Prima dell’approvazione del collegato ambiente l’infortunio in itinere e l’erogazione della relativa indennità ai lavoratori ciclisti veniva riconosciuto in pochissimi casi: assenza o insufficienza dei mezzi pubblici di trasporto; non percorribilità a piedi del tragitto casa e lavoro e viceversa; incidente avvenuto solo all’interno di piste ciclabili o di zone interdette al traffico. Un combinato di condizioni, insomma, che rendevano il riconoscimento dell’infortunio del tutto irrealistico.

E c’è poi nel testo quel breve inciso – per i positivi riflessi ambientali – che sancisce finalmente il concetto che l’uso della bicicletta è tutela dell’ambiente. Ancora silenzioso, sull’argomento, il sito dell’Inail: ma dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ci si attendono ora circolari che chiariscano l’iter da seguire in casi concreti.


Lascia un commento

Un anno perfetto a metà

gardaE’ stato un anno corso bene fino a un certo punto. Ho iniziato la preparazione in palestra a gennaio con molto cardiofitness, per iniziare poi le uscite in strada dai primi di marzo. L’obiettivo principale, dopo un paio di anni un pò travagliati (soprattutto il 2014) era tornare sul Timmelsjoch, il che prevedeva una serie di giri “preparatori”.

Maggio non mi ha assistito molto da un punto di vista metereologico, ma poi a Giugno ho cominciato a raccogliere i frutti dell’allenamento. Il primo giro sull’altopiano di Asiago mi ha dato la conferma che ero sulla strada giusta, ma le più belle soddisfazioni sono arrivate durante la settimana di vacanza in Trentino, con 4 giri in 7 giorni, un meteo splendido e una gamba sempre responsiva.

Ho messo insieme un pò di percorsi degli anni passati, tra Monte Baldo, lago di Garda, Monte Pasubio e Monte Bondone, anche se devo dire che il giro che mi è rimasto più impresso nel cuore è stato il Monte Zugna-Passo Campogrosso, in una giornata molto calda, dove sono andato un pò “alla ventura” e “buttando il cuore oltre l’ostacolo” ma che mi ha lasciato, ancora oggi a distanza di mesi, un bellissimo ricordo.

toraroA Luglio ho rifinito la gamba con un paio di bei giri, in particolare la Borcola dal versante più duro di Arsiero, in compagnia di Roby (mai così prestigioso come quest’anno: complimenti!) per arrivare a fine Luglio in terra meranese e affrontare il Passo del Rombo.

Purtroppo il meteo ha deciso di cambiare proprio a ridosso della fine del mese e la giornata sul Timmelsjoch è stata caratterizzata da nuvole basse e abbastanza freddo. Il sole per me è fondamentale per andare in bici, altrimenti la fotografia del ricordo rimane sempre buia e cupa. Ho concluso con la ciliegina sulla torta del mio compleanno con la salita in Val Senales, stavolta con un sole un pò più deciso.

Al ritorno dalle vacanze, con tutti gli obiettivi raggiunti, ho avuto un momento di stanchezza, soprattutto psicologica. Uscire sempre in solitaria ha purtroppo questo effetto collaterale, così durante le settimane afose di fine estate, ho progressivamente e velocemente perso la voglia di uscire. Non so perchè. E’ capitato e basta. Ma con la voglia se n’è andata anche la gamba, tanto che ho chiuso mestamente con un solo giro a Settembre.

zugnaE’ stato un peccato, perchè fino a metà anno avevo pedalato ai livelli del mitico 2011, conquistando tutti gli obiettivi prefissi, poi la seconda parte della stagione è stato uno stanco trascinarsi, che mia ha lasciato con un sapore agrodolce in bocca.

Per i tempi futuri credo puntero’ sempre meno sulla “cima unica”, come facevo all’inizio della mia carriera, che per quanto prestigiosa, rimane sempre legata alla singola giornata e al meteo, mentre batterò sempre più la strada del giro un pò più completo, alla Monte Baldo o Monte Zugna per intenderci.

In questi giorni ho ricominciato la preparazione in palestra, in anticipo rispetto al solito, ma visto che l’anno si era concluso presto, era necessario far ripartire il “motore” prima. Poi da febbraio si tornerà in strada.

 


Lascia un commento

Caro automobilista

divided city jpg_Caro automobilista, ho capito perchè sei sempre incazzato.

Per andare a lavorare, ti tocca partire sempre prima al mattino: peccato che tutti gli altri culi di piombo come te abbiano fatto la stessa pensata. Io invece in bici, posso partire sempre alla stessa ora.

Non sai mai quanto tempo ci metterai ad arrivare e devi guardare le previsioni del tempo per capire se devi partire ulteriormente prima. Io invece, in bici, so esattamente a che ora arriverò, a meno che non decida di fermarmi a bere un caffè per strada. E le previsioni del tempo le guardo giusto per capire se devo portarmi anche i pantaloni copripioggia.

Ogni volta che ti fermi a un distributore, lasci mezzo stipendio al mese, mentre io risparmio un bel pò di palestra facendo menare le gambe, invece che la bocca.

Quando devi parcheggiare ci metti quasi il doppio del tempo che hai passato per strada, con il risultato che dovrai camminare un bel pò dal parcheggio: peccato che questa sana passeggiata, la passerai bestemmiando e rovinandoti il fegato, per non aver trovato un parcheggio più vicino. Io invece in bici arrivo esattamente “dentro” alla mia destinazione e per parcheggiare, mi basta il tempo di un ciao!

Non sopporti lasciarmi la precedenza ai passaggi pedonali e maledici il giorno in cui hanno introdotto le rotonde con passaggio ciclabile annesso. Preferivi i semafori, così potevi consumare l’attesa accelerando un pò e mimando una partenza da F1. Hai sempre e inesorabilmente fretta perchè in macchina, alla fine, sei sempre in ritardo, nonostante tutto e nonostante tutti. Di sicuro non è passandomi sopra (le strisce) imprecando che guadagnerai il tempo perduto.

Quindi direi che prima di partire con una delle solite inutili, odiose, ignoranti crociate contro i ciclisti, dovresti fare un piccolo semplice ragionamento. Anche se qualche volta mi vedi passare su un marciapiede, oppure passare con un “rosso controllato” o non utilizzare per qualche metro un aborto di marciapiede che vogliono far passare per pista ciclabile, dovresti ricordare che grazie a me e alla mia bici, tuo figlio (si, quello che abita e vive con te) ha una probabilità in meno di sviluppare un tumore o una malattia dell’apparato respiratorio.

Pensaci (se riesci) e prova a portare un pò di pazienza. Io e la mia bici stiamo lavorando per te e per la salute dei tuoi cari. Così, forse, almeno per una volta, la smetterai di incazzarti sempre e di paragonare la mia mobilità responsabile alla tua idiota immobilità.

 

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 70 follower